Burqa vietato a scuola e limite agli studenti stranieri per classe, Valditara: “Chi si vuole integrare deve condividere i nostri valori”
Il provvedimento arriverà in Consiglio dei ministri. Restano ancora da conoscere la percentuale massima consentita e le modalità di applicazione.

Il Governo mette mano alle regole sull’integrazione scolastica. Giorgia Meloni ha annunciato un provvedimento che introdurrà un limite al numero degli studenti stranieri per classe, il divieto di burqa e niqab negli istituti e l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento.
Per ora, però, c’è l’annuncio. Il testo non è stato ancora approvato e la presidente del Consiglio non ha indicato quale sarà la percentuale massima consentita nelle classi.
Dal palco di Pontida, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha spiegato la linea scelta dal Governo:
“Chi crede nell’ideologia dell’inclusione ci chiede di accettare tutti, a prescindere da come vive e dai suoi valori e anzi lo Stato dovrebbe modificare le leggi per includere chiunque, ma noi siamo per l’integrazione con chi condivide i nostri valori di riferimento, ad esempio l’uguaglianza uomo-donna, la laicità dello Stato: noi vogliamo vivere in pace con chi accetta i nostri valori”
A scuola con il volto scoperto
Sul burqa e sul niqab la posizione di Meloni è netta: “A scuola si va a viso scoperto” e la parità tra uomo e donna “non è negoziabile”.
Il divieto annunciato riguarda gli indumenti che coprono integralmente o quasi integralmente il volto. Non va quindi confuso con l’hijab, che lascia visibile il viso e non è stato citato dalla premier.
Valditara ha criticato chi considera burqa e niqab elementi identitari da tutelare anche a scuola: “ho letto da parte di qualche esponente dell’opposizione che il burqa e il niqab andrebbero rispettati in quanto elementi identitari, quindi una società inclusiva dovrebbe rispettare le diverse identità, pure quando sono espressione di una concezione patriarcale della donna. Insomma, progressisti a corrente alternata”.
Il limite agli studenti stranieri
Resta da capire come verrà applicato il numero massimo di studenti stranieri per classe. Meloni non ha parlato espressamente del 30%, anche se questa è la percentuale richiamata nel dibattito politico. Un limite analogo era già stato previsto da una circolare ministeriale del 2010, con possibili deroghe legate al territorio e alle competenze linguistiche degli alunni. Una legge avrebbe però un peso diverso. Il problema è soprattutto pratico. Nei quartieri con una forte presenza di famiglie straniere, rispettare la soglia potrebbe significare spostare alcuni bambini verso scuole più lontane. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha riassunto la difficoltà con una domanda: “Se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo? Li mandiamo via?”.
Vannacci: “Dovevano arrivare anni fa”
Roberto Vannacci si è detto favorevole alle misure, pur criticando i tempi del Governo: “assolutamente d’accordo, ma questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa. Le persone devono stare a faccia scoperta, perché è una questione di sicurezza”.
Le opposizioni chiedono invece di investire nei corsi di italiano, nei mediatori culturali e nella riduzione del numero degli alunni per classe. Il confronto è già partito, ma per sapere cosa cambierà davvero bisognerà attendere il testo destinato al Consiglio dei ministri.
di La Redazione
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