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Pensione anticipata e riscatto gratuito della laurea, Anief: “Diritti, non concessioni. Devono valere anche per il personale scolastico”

Il sindacato annuncia due emendamenti al decreto PA: mobilità verso altri comparti pubblici per chi non riesce più a lavorare nella scuola e pensionamento intorno ai 60 anni senza penalizzazioni

Consentire al personale scolastico ormai esausto di trasferirsi in un altro comparto della Pubblica amministrazione oppure di lasciare il lavoro intorno ai 60 anni, riscattando gratuitamente gli anni di laurea e senza subire decurtazioni sulla pensione.

Sono le due richieste che Anief intende portare in Parlamento a settembre, alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, attraverso altrettanti emendamenti al decreto legge PA n. 144 del 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo.

Il primo emendamento dovrebbe aprire anche a docenti e personale Ata la possibilità della mobilità intercompartimentale, permettendo il passaggio verso altre amministrazioni pubbliche. Il secondo riguarderà invece il riscatto gratuito della laurea per il comparto Istruzione e Ricerca, con condizioni e tempistiche analoghe a quelle previste per gli ufficiali dell’Esercito italiano.

Pacifico: “Il personale scolastico deve avere gli stessi diritti degli altri dipendenti pubblici”

“Rimaniamo convinti – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che il personale scolastico debba avere diritto a beneficiare degli stessi diritti di altri dipendenti pubblici. È un contesto di equità, mentre oggi quello che prevale è il carattere discriminante, sempre a danno di chi è in servizio negli istituti scolastici”.

Il sindacato lega entrambe le proposte alla particolare gravosità del lavoro svolto nelle scuole e alle conseguenze che il passare degli anni può produrre sulla salute del personale.

“Ancora di più perché si tratta di lavoratori, insegnanti e Ata, che operano in un contesto complesso, con energie e forza di volontà che alla lunga, con il passare degli anni e dei decenni, sono destinate ad assottigliarsi. Fino al subentro, in alta percentuale, di disturbi e patologie derivanti da questo stato perdurante generatore prima di stress e poi di burnout”.


“Chi è esausto deve potersi spostare o andare in pensione”

La mobilità verso altri comparti pubblici rappresenterebbe, nelle intenzioni di Anief, una via d’uscita per chi non è più nelle condizioni di sostenere il lavoro quotidiano nelle istituzioni scolastiche. Il riscatto gratuito della laurea potrebbe invece avvicinare il momento del pensionamento senza ridurre l’importo dell’assegno.

“Per questi motivi – continua il leader del sindacato autonomo e rappresentativo – chiediamo con forza che venga introdotta la possibilità, per chi è esausto e non riesce a proseguire il lavoro nella scuola, di spostarsi in un altro comparto pubblico oppure, verso i 60 anni, di lasciare l’attività lavorativa per andare in pensione, come avviene tra gli ufficiali dell’Esercito, fruendo del riscatto gratuito della laurea e senza decurtazioni sull’assegno di quiescenza”.

La posizione del sindacato è netta: non si tratterebbe di introdurre privilegi per docenti e Ata, ma di estendere loro strumenti già riconosciuti ad altre categorie del pubblico impiego.

“Si tratta di diritti, non concessioni, che già esistono per altri dipendenti pubblici: adesso – conclude Pacifico – è arrivato il momento che queste possibilità vengano date anche a chi si impegna ogni giorno per la crescita corretta e la formazione delle nuove generazioni”.

di La Redazione


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