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Assegnazioni provvisorie in ritardo, CNDDU: “Non è ragionevole chiedere a un docente di essere presente a centinaia di chilometri senza concedergli il tempo necessario”

Treni esauriti, voli che superano i 300 euro e pochi giorni per trovare un alloggio: il Coordinamento chiede di concludere subito le operazioni pendenti e di tutelare chi deve raggiungere una sede lontana

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, ci sono docenti ancora in attesa di conoscere l’esito delle assegnazioni provvisorie interprovinciali. Per chi non otterrà il movimento richiesto, il tempo per organizzare il viaggio verso la sede di servizio si riduce, mentre treni, voli e alloggi diventano sempre più difficili da trovare e molto più costosi.

A richiamare l’attenzione sulla situazione è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che denuncia le conseguenze concrete dei ritardi: “Una definizione tardiva della posizione lavorativa produce conseguenze economiche e organizzative immediate per chi deve spostarsi dal Sud verso sedi distanti centinaia di chilometri. Il tempo che si perde sul piano amministrativo viene recuperato dal docente a proprie spese, cercando in pochi giorni un collegamento disponibile e una sistemazione abitativa”.

Treni esauriti e voli oltre i 300 euro

Il problema non riguarda soltanto il completamento delle procedure amministrative. Dietro ogni assegnazione ancora incerta c’è un lavoratore che potrebbe essere costretto, nel giro di pochi giorni, a percorrere centinaia di chilometri, trovare un alloggio e sostenere spese difficilmente programmabili.

Il CNDDU riporta alcuni dati rilevati sulle tratte che collegano la Calabria alla Toscana: “Sulla tratta Lamezia Terme Centrale–Firenze Santa Maria Novella numerose soluzioni ferroviarie risultano non acquistabili per esaurimento dei posti, comprese diverse opzioni Frecciarossa, Intercity e Intercity Notte. Per alcune delle alternative ancora disponibili sono state rilevate tariffe di 140,90 e 157,90 euro per il solo viaggio di andata”. Ancora più elevati risultano i prezzi del trasporto aereo: “Sulla tratta Lamezia Terme–Pisa sono state rilevate tariffe di 236,09 euro il 29 agosto, 305,61 euro il 30 agosto, 245,59 euro il 31 agosto, 350,89 euro il 1° settembre e 314,59 euro il 2 settembre”.


Non basta, dunque, verificare che esista formalmente un collegamento. Occorre considerare se quel viaggio sia davvero acquistabile e sostenibile per un docente chiamato a raggiungere la sede all’ultimo momento. “Un collegamento formalmente esistente non costituisce una soluzione reale quando il treno è esaurito o quando il prezzo del volo supera i trecento euro”.

La presa di servizio rischia di diventare un’emergenza

Al prezzo del biglietto si aggiungono i trasferimenti verso stazioni e aeroporti, gli eventuali pernottamenti e la ricerca urgente di una sistemazione abitativa. Il docente si ritrova così a dover concentrare in pochissimi giorni decisioni che richiederebbero tempo e disponibilità economiche non trascurabili. “Il problema, pertanto, non è soltanto economico: riguarda la concreta possibilità di organizzare un trasferimento interregionale senza trasformare la presa di servizio in una gestione dell’emergenza”.

Il Coordinamento ritiene che non possa essere il singolo insegnante a sopportare interamente le conseguenze dei ritardi. Alla puntualità pretesa dal personale dovrebbe corrispondere una tempistica amministrativa che consenta realmente di rispettare gli obblighi di servizio. “Se al personale viene richiesto di raggiungere puntualmente la sede assegnata, è necessario che le procedure siano concluse con un anticipo compatibile con la distanza da percorrere e con le effettive condizioni della mobilità nazionale negli ultimi giorni di agosto”.

L’appello al Ministero e agli Uffici scolastici

Il CNDDU chiede quindi al Ministero dell’Istruzione e del Merito e agli Uffici scolastici competenti di accelerare la conclusione delle operazioni ancora pendenti, prestando particolare attenzione a chi dovrà raggiungere sedi molto lontane dalla propria residenza.

Per le posizioni definite a ridosso della presa di servizio, il Coordinamento sollecita inoltre una valutazione ragionevole e uniforme delle difficoltà oggettive e documentabili incontrate dai docenti nel raggiungere la scuola. “Non è una richiesta di favore, ma una condizione necessaria affinché agli obblighi imposti al lavoratore corrispondano tempi amministrativi che ne rendano concretamente possibile l’adempimento”.

La questione non può essere considerata un problema privato del singolo insegnante. Quando i ritardi interessano numerosi lavoratori e i collegamenti disponibili risultano esauriti o raggiungono prezzi di diverse centinaia di euro, le conseguenze investono direttamente anche l’organizzazione del servizio scolastico.

“La puntualità richiesta ai docenti deve trovare corrispondenza nella tempestività dell’Amministrazione. Non è ragionevole chiedere a un lavoratore di essere presente a centinaia di chilometri di distanza senza concedergli il tempo necessario per organizzare il viaggio a condizioni sostenibili”.

Per il CNDDU, definire per tempo le assegnazioni significa riconoscere concretamente il rispetto dovuto al personale scolastico: “Definire per tempo un’assegnazione significa consentire a un docente di raggiungere la propria scuola senza dover pagare, economicamente e personalmente, il prezzo dell’incertezza”.

di La Redazione


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