Maria Rita Parsi: "Un bambino che deve sempre essere giusto non può crescere affatto; dai genitori riceve un imperativo che lo congela dal punto di vista emotivo:'Sii perfetto e non sbagliare mai' "
Alle volte sono i genitori che si aspettano dai bambini gratificazioni a compensazione delle proprie insicurezze, non permettendo loro di sbagliare e quindi di esprimersi e crescere serenamente…

“Quando sanno relazionarsi in modo positivo con gli altri, quando esprimono affetto e amicizia, quando amano la compagnia intorno a loro e sono altruisti, solari ed estroversi, i bambini sprizzano allegria da tutti i pori. Leggeri, sembrano quasi volare mentre soddisfano il loro bisogno di gioco e divertimento, di fantasia e creatività, di ricerca e conoscenza. Di allegria.
Intorno ai due, tre anni, quando i bambini iniziano a camminare, trasportati come sono dal desiderio di conoscere ed esplorare, la loro dose di allegria che il corpo – il canale principale di espressione – veicola è addirittura dirompente. E, assai spesso, preoccupa i genitori che non sanno come tenerla a bada”, queste le significative parole della psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi che ci ha lasciati inaspettatamente ormai da diversi mesi, ma il cui ricordo continua a vivere nei nostri cuori. L’allegria di un bambino, dunque, è contagiosa, consentendo al piccolo di relazionarsi positivamente con gli altri, favorendo anche fantasia e creatività.
Non bisogna però confondere l’allegria dei bambini con la loro irrequietezza: “l’allegria rappresenta il termometro del loro benessere psicofisico”.
Ma quando un bambino può dirsi realmente felice, libero di esprimersi allegramente ed armoniosamente?
Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che “i bambini sanno come aprire il nostro cuore alla gioia, sono il nostro futuro e dobbiamo dare loro modo di realizzare i loro sogni, dobbiamo dare loro gli spazi, la scuola, la socialità, lo sport. Soprattutto, però dobbiamo illuminare la loro vita con i nostri comportamenti, che rispettino i loro desideri”, così come spiegatoci molto significativamente dalla psicologa.
Eppure alle volte sono proprio i genitori che si aspettano dai bambini gratificazioni a compensazione delle proprie insicurezze, non permettendo loro di sbagliare, di esprimersi al meglio e quindi di crescere serenamente.
“Un bambino che deve sempre essere «giusto» non si può esprimere affatto e non può crescere, perché dai genitori riceve un imperativo che lo «congela» dal punto di vista emotivo: «Sii perfetto e non sbagliare mai».
Al contrario, la presenza dell’adulto dovrebbe servire proprio a poter sbagliare”, questo quanto dichiarato espressamente da Maria Rita Parsi per esprimere al meglio il suo pensiero. Viene così a configurarsi la c.d. «sindrome del bambino perfetto»: i genitori, dunque, non sono più punti di riferimento ma giudici e viene meno la possibilità del figlio di chiedere aiuto. In realtà però occorre comprendere fino in fondo che i bambini non sono “adulti in miniatura” ma persone complete: necessitano, infatti, di attenzioni, di cura, di rispetto, così da potersi esprimere al meglio, coltivando le proprie passioni ed ambizioni senza dover a tutti i costi compiacere genitori insicuri che non fanno altro che renderli infelici, trasformandoli ben presto in adulti privi di autostima e di fiducia in se stessi.
E tu, lettore che ci segui, pensi che un bambino per essere felice abbia bisogno di adulti di riferimento che lo supportino senza pretendere che sia perfetto ma anzi permettendogli anche di sbagliare?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA




.jpg)
.jpg)




















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti