Gesù: "Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa sulla terra e nei Cieli". Coraggio, se ce l’abbiamo fatta noi, puoi farcela anche tu!
Lasciati, perciò, plasmare dalla Parola e assimilare al Signore, che a te fa dono della Sua vita, persevera nel bene ed evita il male...

Di Don Vincenzo Carnevale
Beati sono coloro che ascoltano la Parola, la meditano, la credono e la mettono in pratica. Gioiamo, rallegriamoci ed esultiamo per la sorte beata della moltitudine immensa dei nostri fratelli salvati che già vedono e contemplano Dio come Egli è, nella speranza che anche noi lo vedremo, così, come Egli è.
Siamo noi i chiamati a far parte di quella “moltitudine immensa’ che canta gloria e lode all’Agnello, che ci ha redenti, lavando le nostre vesti con il Suo sangue (prima Lettura). Noi siamo “figli di Dio”, destinatari del Suo amore, chiamati a vivere, da figli obbedienti, la figliolanza divina che il Figlio ci ha acquistato con la Sua morte e Risurrezione (seconda Lettura). Noi quella folla, accoccolati ai piedi di Gesù, sulla montagna, ad accogliere la Magna Charta della nostra vocazione alla santità e alla vera beatitudine (Vangelo).
Il cammino della santità è fedeltà nelle piccole cose ed è a portata di tutti, non è impossibile, anche se ardua.
L’Agnello, che con il Suo sangue ci lava e purifica le nostre macchie e la schiera di tanti “santificati” dalla grazia, che Dio ci dona come esempio e modello di vita santa, ci incoraggiano dicendoci ogni giorno: “Coraggio, se ce l’abbiamo fatta noi, puoi farcela anche tu! Lasciati, perciò, plasmare dalla Parola e assimilare al Signore, che a te fa dono della Sua vita, persevera nel bene ed evita il male, spendi la tua vita a servizio di amore e sarai anche tu nella compagnia dei Santi in cielo, pur vivendo ancora sulla terra!
Allora “Si isti et istae, cur non ego?” “Se questi e queste (sono stati capaci di tanto), perché io no?” Lasciamoci provocare e stimolare dalla domanda che Agostino si è posta nelle Confessioni e disponiamoci, con perseverante fedeltà a rispondervi e a percorrere la strada della fede e della santità nella fiducia e nella speranza, imitando loro, ad imitare Cristo Crocifisso, compimento e rivelazione della vera Santità. Tutti, infatti, siamo chiamati ad essere santi e immacolati al cospetto di Dio Padre, il quale ci ha dimostrato il Suo “grande amore” nel farci Suoi figli, nel Figlio, morto e risorto per noi.Il cammino della Santità si fonda sulla Parola, sulla Preghiera e sui Sacramenti.
Oggi, Tutti i Santi, e domani, Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti, celebriamo la Santità di Dio e la Sua gloria nei Suoi Santi e nei nostri Cari Viventi presso di Lui. La Celebrazione dei Santi e la Commemorazione dei Fedeli Defunti, come tutte le Celebrazioni, infatti, pone al centro Cristo Risorto, il quale, attraverso il sacro lavacro del Suo sangue, ci purifica, riscatta e ci assimila alla Sua Persona, presentandoci al Padre come santi e immacolati al Suo cospetto. “Siate Santi, perché Io, il Signore, Dio vostro, sono Santo” (Lv 19.2).
Il Concilio Vaticano II, nel Capitolo V della Lumen Gentium, n 39, dichiara l’Universale Vocazione alla Santità, affermando: “tutti nella Chiesa[…] sono chiamati alla santità, secondo le parole dell'Apostolo: “Sì, ciò che Dio vuole è la vostra santificazione “ (1 Ts 4,3; cfr. Ef 1,4).




.jpg)
.jpg)




















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Commenti