Docenti infanzia e primaria, fino a 10mila euro per rimborsi sanitari INPS. Chi può richiederli e quanto spetta
Il contributo riguarda anche alcuni familiari e copre dal 40% al 60% delle spese ammesse, in base all'ISEE. Ecco come presentare domanda...

Una visita specialistica, le cure dal dentista, un paio di occhiali o un percorso di riabilitazione possono incidere pesantemente sul bilancio familiare. Per molti insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria esiste però una possibilità di recuperare parte delle somme sostenute, attraverso un contributo economico erogato dall'INPS che può arrivare fino a 10.000 euro complessivi.
L'Istituto ha aggiornato il 23 ottobre 2026 le informazioni relative al servizio, che consente di ottenere il rimborso di numerose prestazioni sanitarie. Non si tratta di un bonus riconosciuto automaticamente a tutti i docenti, ma di una misura assistenziale riservata agli iscritti alla Gestione, estesa, a determinate condizioni, anche ai familiari. Il beneficio interessa principalmente gli insegnanti di ruolo della scuola dell'infanzia e primaria, i pensionati che hanno conservato l'iscrizione e i dirigenti scolastici provenienti da questi ruoli. Possono accedervi anche gli iscritti volontari che abbiano maturato almeno cinque anni continuativi di contribuzione, secondo quanto stabilito dal regolamento. La copertura riguarda inoltre alcune spese sostenute per i familiari assistibili, tra cui il coniuge o la persona unita civilmente, i figli e, in particolari situazioni, i genitori a carico. Per ciascuna categoria devono essere rispettati i requisiti di convivenza, età e carico familiare previsti dall'INPS.
Quali spese vengono rimborsate? L'elenco comprende visite mediche, esami diagnostici, ticket sanitari, farmaci prescritti, cure odontoiatriche e ortodontiche, occhiali da vista, lenti a contatto e protesi. Sono ammesse, nei limiti stabiliti dal regolamento, anche prestazioni di riabilitazione, psicoterapia, logopedia, interventi chirurgici, cure termali e trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Restano escluse, tra le altre, le prestazioni medico-legali e quelle effettuate esclusivamente per finalità estetiche. L'importo del rimborso varia in base all'ISEE del nucleo familiare, secondo le seguenti fasce:
Fascia ISEE | Percentuale di rimborso | Spesa minima richiesta |
Fino a 8.000 € | 60% | 300 € |
Da 8.000,01 € a 24.000 € | 50% | 650 € |
Da 24.000,01 € a 32.000 € | 45% | 1.000 € |
Oltre 32.000 € | 40% | 1.400 € |
Il contributo può raggiungere un massimo complessivo di 10.000 euro, nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dall'INPS per le singole prestazioni.
Un esempio aiuta a comprendere il meccanismo. Un insegnante con ISEE di 20.000 euro che abbia sostenuto 1.200 euro di spese sanitarie interamente ammissibili potrebbe ricevere 600 euro, pari alla metà dell'importo documentato. Il calcolo effettivo dipende comunque dalle condizioni previste per le singole prestazioni.
La domanda deve essere presentata online attraverso il Portale Prestazioni Welfare dell'INPS, utilizzando le credenziali digitali ammesse. Occorre allegare fatture, ricevute e gli altri documenti relativi alle spese sostenute nei dodici mesi precedenti, insieme alla dichiarazione di conformità agli originali e a un documento d'identità valido. Per alcune prestazioni private possono essere necessarie anche prescrizioni mediche o ulteriori certificazioni. Chi ha già usufruito del servizio deve prestare attenzione a un requisito importante: tra una domanda e la successiva devono trascorrere almeno dodici mesi. Non è quindi sufficiente attendere l'inizio di un nuovo anno solare. L'INPS indica inoltre un termine ordinario di 30 giorni per la definizione del procedimento, che non coincide necessariamente con la data di pagamento. Prima di inoltrare la richiesta è opportuno verificare la propria posizione contributiva, controllare l'ISEE e raccogliere la documentazione necessaria. Tutte le indicazioni e l'accesso alla procedura sono disponibili nella pagina ufficiale INPS – Contributo per spese sanitarie della Gestione Assistenza Magistrale.
di Katia Piemontese
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