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Gesù e la Samaritana al pozzo, l’incontro che cambia la vita: l’acqua viva che placa la sete più profonda del cuore e apre alla speranza che non delude

Al pozzo, lontano dagli sguardi della gente, una donna segnata dalla vita incontra Gesù: da quel dialogo nasce una promessa di misericordia e di acqua viva che disseta per sempre...

Di Don Vincenzo Carnevale

Il Vangelo dell’incontro tra Gesù e la Samaritana è una delle pagine più profonde e sorprendenti della tradizione cristiana. Al pozzo, nel silenzio di mezzogiorno, si compie un dialogo capace di cambiare una vita: Gesù si presenta come colui che dona l’“acqua viva”, capace di dissetare per sempre il cuore dell’uomo. È un invito a riconoscere la nostra sete più profonda e ad aprirci alla speranza che non delude.

Dio, il Creatore, ci dona l’acqua della vita; la fa sgorgare, per mezzo del Suo profeta, dalla roccia nel deserto e placa la sete del popolo, che sempre mormora e si lamenta; sazia la sete spirituale della donna samaritana, con l’acqua di vita eterna che zampilla dal Figlio, sacrificato per noi sulla croce, e vuole saziare in noi la fame di fede, che si accresce nel perseverante dialogo con Gesù  e di speranza, che non delude mai “perché l’amore di Dio è stato riversato  nei nostri cuori  per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”.

Gesù va incontro alla Samaritana, donna segnata da tanti amori, ma senza amore vero, neanche ora, che convive con uno, che, però, non è suo marito.  L’ora dell’incontro-appuntamento, è mezzogiorno, ora scelta dalla donna per non incontrare ed essere vista e giudicata da alcuno, e fissata da Gesù, proprio, per incontrare lei! Ci si ritrova al pozzo, luogo di appuntamenti d’amore: Isacco e Rebecca (Gen 24), Giacobbe e Rachele ( Gen 29), Mosè e Zippora ( Es 2, 15-22). La Donna samaritana incontra Gesù, che l’aspettava e che le sazierà questa sete d’amore e il suo desiderio di felicità, nel dono della Sua acqua viva che zampilla per un amore che mai più la delude perché non finisce e rimane in eterno.Per la Donna, Colui che incontra, seduto sul pozzo e che le chiede da bere, a prima vista è semplicemente un giudeo che ha bisogno di aiuto (“dammi da bere”!), poi, lo chiama “Signore” e, dopo averle detto tutto della sua vita, crede di trovarsi davanti un profeta, capace di penetrare e conoscere tutte le nostre miserie ed angosce e aprirci a desiderare e cercare la fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna.

 Gesù affaticato per il lungo viaggio, siede sull’orlo di un pozzo e si riposa, mentre i discepoli sono andati in città a prendere qualcosa da mangiare. Sedeva presso il pozzo! Imperfetto che indica un’azione iniziata, ma, non ancora conclusa: era lì ad aspettare qualcuno! Gesù rimane sempre ad aspettarmi, ad aspettarti e ad aspettarci! Il pozzo offre acqua a tutti, la fa sgorgare anche per chi non sente sete, per chi non sa che c’è l’acqua, per chi non ha i mezzi idonei per attingerne!

È li, Gesù, seduto presso quel pozzo, divenuto luogo di appuntamento con il vero Amore che ti cambia radicalmente la vita! Per questo Gesù è lì: deve incontrare quella donna, perciò, si fa bisognoso e dipendente del suo aiuto, e chiedendole da bere, inizia il colloquio per portarla a ricevere quanto Lui solo può donare. Un Giudeo, mai, avrebbe dovuto chiedere qualcosa ad un Samaritano ed era “cosa” assai sconveniente restare a parlare più di tanto con una donna, tanto più su un argomento religioso. Tutto questo meraviglia e dispone all’incontro e al dialogo la donna prima e stupisce positivamente, poi, i Suoi discepoli. Gesù, il pellegrino che si presenta assetato, le vuole offrire Se stesso, quale Acqua viva che zampilla per la vita eterna e che Egli vuole far sgorgare, proprio, in quel suo cuore inquieto per la situazione di peccato e tormentato da una sete che sempre rinasce.  

Una donna, e per giunta, samaritana, dalla vita ambigua, ma, che riesce a tenere a fatica tutto ben nascosto dentro il suo cuore, devastato dal permanente disordine prolungato, ogni giorno, a mezzogiorno, nell’ora in cui non c’è alcuno che possa giudicarla e disprezzarla, viene a prendere acqua da un pozzo che mai potrà estinguere l’arsura della sua anima e, finalmente, trova Chi ha cambiato itinerario per cercarla, per aspettarla, per incontrarla, parlarle e dissetarla con l’acqua viva della Sua salvezza! Quel pozzo che Giacobbe aveva scavato per dissetare la sua famiglia e il suo bestiame, oggi, Gesù, instancabile Pellegrino di amore, lo trasforma in luogo di appuntamenti di grazia e di conversione per ciascuno di noi che ha sete di desiderio di voler porre ordine alla propria infelice esistenza fallita, dissetandoci con acqua di vita nuova, che zampilla dalla Sua Persona e ci nutre di vero cibo che non perisce, la Sua Parola  di verità e vita.

Gesù, Fonte viva della misericordia infinta del Padre, che ce lo ha mandato, ci ha aspettato, ci aspetta e, sempre, ci aspetterà: Egli non ci respinge e non ci rimprovera mai, sempre ci accoglie, ci perdona, conosce tutto di noi, sa che, tante volte, ci siamo abbeverati a pozzi screpolati e di acque inquinate! Ma, in questa Eucaristia, Egli si offre a noi, come dono del Padre, come Acqua che dona vita, fatta sgorgare dalla roccia (prima Lettura), come Amore smisurato, donato a noi, quando eravamo ancora peccatori (seconda Lettura) e come Sorgente che fa zampillare l’acqua che è per la vita eterna, ci disseta per sempre, ci rigenera e ricrea in noi la vita nuova (Vangelo).



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