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Gesù Cristo: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. Meditazione al Vangelo della domenica

Nel Discorso della montagna, Gesù affida ai suoi discepoli la responsabilità della pace come via concreta di beatitudine e segno della presenza del Regno di Dio...

Di Don Vincenzo Carnevale

Matteo nel primo grande Discorso della montagna presenta le Beatitudini come insegnamento fondamentale e programma di giuste indicazioni per seguire Gesù, Maestro e modello, e vivere da Suoi discepoli. Le Beatitudini sono presentate come “le vie” da percorrere per raggiungere la vera felicità, anche qui in terra. Il Discorso, come sappiamo, è il cuore e la sintesi di tutto quello che Gesù ha prima testimoniato con la Sua vita e, poi, annunciato per ammaestrare i Suoi e tutti Noi. Quella del Vangelo di oggi, è una composizione ordinata e fedele di quanto Gesù ha, realmente testimoniato, fatto, annunciato, e insegnato.

Gesù, Maestro sommo, siede con divina autorevolezza “sul monte”, nella sua dimensione simbolica del “luogo” della manifestazione di Dio che si rende visibile ed udibile, su questo monte, nella Persona e nelle Parole del Figlio amato, ora, Maestro autorevole e attraente, seduto in mezzo ai Suoi discepoli e alle “folle”, che Egli vede e vuole raggiungere con le Sue parole e insegnamenti, perché anch’esse possano decidersi a seguirLo. Le Beatitudini, perciò, sono un richiamo alla Nostra responsabilità a cercare e vivere la “Bellezza” ricreativa del Regno di Dio, che si è fatto “vicino” in Cristo Gesù, Modello e Compimento definitivo di ogni Beatitudine, per noi, proclamate. “Beati quelli…”! La Beatitudine è gioia pura, felicità fondata sulla cura e premura del Creatore che mai si allontana, si dimentica e abbandona la sua creatura.

Da questa verità e certezza sgorga la benedizione che è la gioia della nostra vita, nel presente e nel futuro, come anche in situazioni di sofferenza, povertà, di pianto e di fame! È la gioia - esultanza biblica che comprende e raggiunge ogni dimensione della nostra vita, della nostra anima, corpo, gioie e dolori, vittorie e sconfitte, cadute e rialzate.

Dio Padre, per mezzo del Figlio, donato a noi, ci detta le Beatitudini, non come costrizioni e pesi, ma precise indicazioni per vivere nelle beatitudini e, solo perché vuole la nostra felicità-gioia, che nulla e nessuno può toglierci, ci indica le Sue vie, da seguire con fiducia e totale affidamento, perché la nostra vita sia benedetta, beata e gioiosa! Gesù ci vuole “poveri in spirito”, cioè, umili, fiduciosi e bisognosi di Dio (v 3); “miti” (v 5), “misericordiosi” (v 7), “puri di cuore” (v 8), operosi costruttori di pace e fratellanza universale (v 9). La prima (v 3) e l’ultima (v 10) Beatitudine  sono annunciate al presente, tutte le altre sono espresse al futuro, come promessa della ricompensa che Dio stesso realizzerà, come ci dicono i passivi al futuro, che annunciano un escatologico capovolgimento: chi, ora, è nel pianto  saranno consolati, i miti erediteranno la terra, gli affamati e gli assetati saranno saziati, i misericordiosi, troveranno misericordia, i puri di cuore vedranno Dio e coloro che sono insultati e perseguitati “a causa” del Vangelo di Gesù riceveranno una grande “ricompensa nei cieli”.

Le promesse, che saranno realizzate nel futuro, però, non ci devono fare dimenticare che il Discorso delle Beatitudini inizia e si conclude con il maestoso e solenne presente: ”di essi è il regno dei cieli” (vv 3.10). Perciò, chi è nel pianto, nella povertà, nell’afflizione, chi è emarginato o perseguitato e insultato a causa del Vangelo (Gesù) deve gioire al presente, attendendo il futuro con fiducia fondata nella promessa di Dio, fonte e sorgente della vera gioia, perché ribalta i criteri del mondo con la luce di speranza e la forza efficace delle sue beatitudini a noi donate e alla nostra responsabilità affidate e consegnate. La gioia più grande, dunque, la possono assaporare e sperimentare e gustare solo gli umili, i miti, i perseguitati per la giustizia e la verità, i misericordiosi, quanti, nel pianto e nelle prove della vita, sperano e sentono più che mai la vicinanza di Dio che asciuga le lacrime dal volto dei suoi figli, li guarisce, li risolleva e li rende felici qui in terra e li ricompenserà “nei cieli”

!Le Beatitudini proclamate da Gesù non sono un’etica per pochi né un programma irrealizzabile: sono la promessa di vera felicità, possibile e realizzabile, anche, ora, qui in terra, offerta a tutti, perché illuminino e guidino la vita, soprattutto, degli umiliati e dei poveri, degli oppressi, dei perseguitati, dei pacificatori della terra, verso la vera gioia e felicità (Vangelo). Oggi, Sofonia (2,3;3,12-13), nella prima Lettura, denuncia apertamente la situazione non più sostenibile del popolo che ha superato ogni limite e perciò provoca l’inevitabile venuta “del giorno dell’ira del Signore”, dal quale sarà salvato solo un “piccolo resto”, umile e povero, che, contrariamente ai ricchi orgogliosi e prepotenti, confida solo in Lui e vuole vivere come Suo popolo santo.

Nel Salmo 145, si canta e si professa la fede nell’unico Dio che è protezione, rifugio e unica roccia di salvezza per il suo consacrato, l’umile, il povero, l’ultimo. Paolo, di fronte alle divisioni nella comunità, continua ad offrirci la logica dell’umiltà e della non sopraffazione dell’altro e ricorda ai Corinzi (e, oggi, a tutti Noi!) che a ri-dare la speranza e la salvezza non è stata la sapienza umana, prepotente ed orgogliosa e arrogante, ma l’apparente stoltezza e debolezza del mistero della Croce.Cristo Gesù è la fonte e il fondamento della nostra beatitudine, felicità vera e gioia piena, da accogliere e testimoniare con la nostra vita, sull’esempio e le confessioni di S. Agostino: “Cercavo avidamente onori, guadagni, nozze (Conf. VI,6,9) e  “Pur amando la felicità, temevo di cercarla dove si trova davvero e la cercavo fuggendola” (Conf VI, 11.20) e conclude: “Lontano il pensiero che qualsiasi gioia possa rendermi felice”, perché, Signore, “Felicità è gioire in Te, di Te, gioire per Te; fuori di questa non ve n’è altra” (Conf X, 22,32)..




 
 
 

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