È morta Alice, la bambina di 11 anni rimasta incastrata nella piscina. Una tragedia che riporta l'attenzione sulla sicurezza negli impianti
- La Redazione

- 17 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 18 lug
La piccola era ricoverata in condizioni gravissime all'ospedale Gaslini di Genova dopo il drammatico incidente avvenuto nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante. I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi, mentre il ministro Musumeci chiede...

Per molte ore un'intera comunità ha sperato che potesse farcela. Medici, familiari e amici hanno atteso un segnale di miglioramento che, purtroppo, non è mai arrivato. La bambina di 11 anni rimasta con i capelli incastrati nel bocchettone di aspirazione della piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante è morta nella notte all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove era stata ricoverata in condizioni gravissime dopo il drammatico incidente avvenuto nel pomeriggio del 15 luglio.
La notizia ha profondamente colpito la cittadina ligure, ancora sotto shock per quanto accaduto. Nelle stesse ore è arrivata anche la decisione dei genitori della bambina, che hanno acconsentito alla donazione degli organi della figlia, trasformando un immenso dolore in un gesto di straordinaria generosità.
La tragedia si è consumata ai Bagni Segesta, sul lungomare di Sestri Levante. La bambina stava giocando nella piscina dello stabilimento quando, per cause che sono ancora oggetto di accertamento, i suoi lunghi capelli sono rimasti risucchiati dal bocchettone collegato all'impianto di aspirazione della vasca, impedendole di tornare in superficie.
Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato un altro bambino, che ha immediatamente dato l'allarme. In pochi istanti il titolare dello stabilimento si è tuffato in acqua e, con un paio di forbici, è riuscito a tagliare i capelli della piccola, liberandola dalla presa dell'impianto. Quando è stata riportata a bordo vasca, però, era già priva di sensi.
I disperati tentativi di salvarla
I primi a intervenire sono stati i bagnini dello stabilimento, che hanno iniziato le manovre di rianimazione. Poco dopo sono arrivati i sanitari del 118, che hanno proseguito i soccorsi per oltre mezz'ora nel tentativo di far ripartire il cuore della bambina. Successivamente è stata trasferita in codice rosso all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Fin dal suo arrivo il quadro clinico è apparso estremamente critico e, nonostante ogni tentativo dei medici, la piccola è morta nella notte.
Con una nota diffusa dall'ospedale Gaslini è stato reso noto che i genitori hanno autorizzato la donazione degli organi della figlia. Una scelta compiuta nel momento più doloroso, che permetterà ad altri bambini di ricevere una possibilità di vita.
Musumeci: "Serve una disciplina severa"
La tragedia ha riportato al centro dell'attenzione il tema della sicurezza delle piscine.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha sottolineato come episodi di questo tipo impongano un intervento rapido. "La morte di Alice pone l'accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private, senza se e senza ma. Negli ultimi tre mesi ben cinque sono state le morti di minori in piscina."
Il ministro ha inoltre spiegato che il disegno di legge del Governo, firmato insieme al ministro della Salute Orazio Schillaci e dedicato alla sicurezza delle piscine, dovrebbe essere approvato dalla Commissione competente entro la fine del mese, con l'obiettivo di accelerarne l'iter parlamentare.
Mentre la Procura prosegue gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente ed eventuali responsabilità, la morte della bambina riaccende il dibattito sulla sicurezza degli impianti natatori e sulla necessità di adottare ogni misura possibile per prevenire tragedie simili. Una vicenda che lascia un'intera comunità nel dolore e che richiama ancora una volta l'importanza della prevenzione quando si tratta della sicurezza dei più piccoli.
di Leandro Castagna
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