Gabriel García Márquez: "La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda". Che cosa resta davvero di noi
Aggiornamento: 5 set
Il tempo porta via giorni, volti e voci. Eppure una parte di ciò che abbiamo amato continua a vivere nel nostro modo di ricordarla...

"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla".
Attraverso queste parole Gabriel García Márquez ci ricorda che a dare forma e significato alla nostra vita non sono soltanto i singoli avvenimenti, ma il modo in cui essi rimangono dentro di noi.
"La memoria del cuore cancella i cattivi ricordi e ingrandisce quelli belli, e grazie a questo artificio riusciamo a sopportare il passato".
La nostra memoria sceglie, nasconde e trasforma. Non lo fa per ingannarci, ma per permetterci di continuare a vivere anche con ciò che ci ha feriti. Una voce diventa più dolce e persino certi giorni difficili acquistano una tenerezza che, mentre li vivevamo, non possedevano. Questo non significa che con il passare del tempo il dolore scompaia. Alcune assenze continuano a farsi sentire nei momenti più inattesi. Basta una canzone, un gesto, un profumo che ci raggiunge all’improvviso per riportarci a un istante lontano.
A volte è una semplice fotografia che non riusciamo a mettere via, un numero rimasto nella rubrica o una frase che continuiamo a ripetere senza accorgerci di averla imparata proprio da chi non c’è più. Ed è allora che comprendiamo quanto la vita sia fatta anche di ciò che abbiamo perduto, ma che continua a vivere dentro di noi.
Il ricordo, però, non riguarda soltanto chi non c’è più. Riguarda anche noi. Esistono versioni della nostra vita alle quali non possiamo tornare: il bambino che cercava la mano della madre, la madre che teneva per la prima volta suo figlio tra le braccia, la persona che ancora non conosceva una determinata felicità o un certo dolore. Quando ricordiamo, torniamo per un attimo a essere quelle persone. Rivediamo ciò che eravamo prima che il tempo, gli incontri e le ferite ci cambiassero. Ma riconoscere chi siamo stati ci permette anche di comprendere chi siamo diventati.
"La vita ci obbliga a partorire noi stessi molte altre volte". Non nasciamo una volta sola. Rinasciamo dopo un incontro che ci cambia, una perdita che ci costringe a ricostruirci, una felicità che ci mostra una parte di noi che ancora non conoscevamo. E ogni volta portiamo con noi ciò che la memoria ha scelto di non lasciare andare. Tutto è passato, ma non tutto è perduto. I ricordi non possono restituirci il passato, ma possono impedirgli di scomparire completamente. Ciò che abbiamo vissuto rimane nei gesti che abbiamo ereditato, nelle parole che continuiamo a ripetere, nel modo in cui accarezziamo un figlio o ci prendiamo cura di qualcuno.
Alla fine, non siamo soltanto ciò che abbiamo fatto. Siamo le persone che continuiamo a chiamare dentro di noi. Siamo le parole che non abbiamo dimenticato e gli abbracci di cui il corpo conserva ancora la forma. Anche davanti a un’esistenza segnata dall’attesa e dalla delusione, Márquez ci ricorda che "la vita è la cosa migliore che sia mai stata inventata", non perché ci risparmi le ferite o ci restituisca chi abbiamo perduto ma perché, nonostante ciò che perdiamo, ci permette di ricordare, cambiare, rinascere e amare ancora. La vita accade una volta. Dentro la memoria, invece, può accadere ancora. Non nello stesso modo e mai senza nostalgia. Ma abbastanza da farci sentire che ciò che abbiamo amato non è passato invano.
E tu, lettore che ci segui, qual è il ricordo che il tempo ha reso più dolce? C’è una persona, una voce o un istante che continua a vivere dentro di te? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti.
di Katia Piemontese




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Tante verità. Tante bellezze on queste righe. Vorrei tornare indietro, nella casa in campagna.....o dire ancora grazie a l'unico zio ke ho avuto x avermi regalato la più bella bici da donna ke ho mai più avuto nella mia vita era colorata d'oro fantastica e anke di marca. Meravigliosa.
Per il miei 15 anni. Bellooooo.
Grazie. Zio Beppe.
Sono tanti i profumi della mia vita ancora vivi la pasta per la pizza messa a lievitare dalla mamma La minestra di riso e latte al doposcuola buonissima La scodella di latte appena munto ed era la mia colazione dalla nonna e ancora il profumo delle rose nell'aiuola della scuola elementare e ancora gesti e carezze dei miei genitori le storie ascoltate con i miei fratelli e raccontate dalla mamma nelle sere di inverno vicino al fuoco Molto vivo è ancora il ricordo dello sguardo di mia mamma quando a fine giornata e ad ora tarda mi vedeva rincasare e semplicemente diceva: adesso posso chiudere la porta siete rincasati tutti
Un giorno d'estate io piccolina sul "traino" con lo zio con sigaro e tabarro andavamo in campagna Il vecchio cavallo mi spaventava ma stringevo i pugnetti e mi facevo coraggio Ricordo ancora il caldo il sole alto e la natura intorno di un giallo oro ma soprattutto la fresca acqua che bevevo dalla brocca di terracotta appoggiata a terra nella piccola e semplice baracca di pietre riparo stupendo dalla calura di una estate in Puglia
Per mia fortuna ci sono più persone a me carissime che mi ricorrono in mente e di conseguenza gesti,parole,ricordi ad essere legati . c'è la mia nonna paterna,che mi chiamava quando uscivo dalle scuole elementari,lei davanti alla macelleria del nonno,per comprarmi il gelato a limone!o' cupptiell'!!oppure mio nonno materno che mi portava con sé a Salerno in autobus Sita da ragazzo a fare commissioni e andavamo a mangiare la sfogliatella !!oppure mia nonna materna quando mi preparava le patate fritte nella sugna!oppure mio padre macellaio quando sempre da ragazzo,a volte mi portava al mercato bestiame il lunedì,o al macello a vedere macellare suoni o vitelli!e poi ricordi legati al mio più caro amico di adolescente,il quale non c'è più,quando facevamo…
08/2026
Una di quelle domeniche di fine estate che se c'eravate si andava in montagna.... che basta mare per oggi.
Tu preparavi le bistecche e le salsicce il pane i pomodori , il sale nel barattolino e l'olio nella bottiglia piccola.
L'acqua e il vino con le tavolette di ghiaccio perché rimanga al fresco.
Tutto nel contenitore bianco con chiusura ermetica di plastica rigida, con il coperchio azzurro e il manico.
Tutto nel bagagliaio della macchina con la tovaglia e i tovaglioli e le coperte di lana da stendere sul prato per starci lunghi tutti insieme ad ammirare il cielo e ad ascoltare i suoni della montagna i versi dei suoi animali , il tavolinetto di legno con le gamb…