Gabriel García Márquez: "La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda". Che cosa resta davvero di noi
- La Redazione

- 1 ora fa
- Tempo di lettura: 3 min
Il tempo porta via giorni, volti e voci. Eppure una parte di ciò che abbiamo amato continua a vivere nel nostro modo di ricordarla...

"La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla".
Attraverso queste parole Gabriel García Márquez ci ricorda che a dare forma e significato alla nostra vita non sono soltanto i singoli avvenimenti, ma il modo in cui essi rimangono dentro di noi.
"La memoria del cuore cancella i cattivi ricordi e ingrandisce quelli belli, e grazie a questo artificio riusciamo a sopportare il passato".
La nostra memoria sceglie, nasconde e trasforma. Non lo fa per ingannarci, ma per permetterci di continuare a vivere anche con ciò che ci ha feriti. Una voce diventa più dolce e persino certi giorni difficili acquistano una tenerezza che, mentre li vivevamo, non possedevano. Questo non significa che con il passare del tempo il dolore scompaia. Alcune assenze continuano a farsi sentire nei momenti più inattesi. Basta una canzone, un gesto, un profumo che ci raggiunge all’improvviso per riportarci a un istante lontano.
A volte è una semplice fotografia che non riusciamo a mettere via, un numero rimasto nella rubrica o una frase che continuiamo a ripetere senza accorgerci di averla imparata proprio da chi non c’è più. Ed è allora che comprendiamo quanto la vita sia fatta anche di ciò che abbiamo perduto, ma che continua a vivere dentro di noi.
Il ricordo, però, non riguarda soltanto chi non c’è più. Riguarda anche noi. Esistono versioni della nostra vita alle quali non possiamo tornare: il bambino che cercava la mano della madre, la madre che teneva per la prima volta suo figlio tra le braccia, la persona che ancora non conosceva una determinata felicità o un certo dolore. Quando ricordiamo, torniamo per un attimo a essere quelle persone. Rivediamo ciò che eravamo prima che il tempo, gli incontri e le ferite ci cambiassero. Ma riconoscere chi siamo stati ci permette anche di comprendere chi siamo diventati.
"La vita ci obbliga a partorire noi stessi molte altre volte". Non nasciamo una volta sola. Rinasciamo dopo un incontro che ci cambia, una perdita che ci costringe a ricostruirci, una felicità che ci mostra una parte di noi che ancora non conoscevamo. E ogni volta portiamo con noi ciò che la memoria ha scelto di non lasciare andare. Tutto è passato, ma non tutto è perduto. I ricordi non possono restituirci il passato, ma possono impedirgli di scomparire completamente. Ciò che abbiamo vissuto rimane nei gesti che abbiamo ereditato, nelle parole che continuiamo a ripetere, nel modo in cui accarezziamo un figlio o ci prendiamo cura di qualcuno.
Alla fine, non siamo soltanto ciò che abbiamo fatto. Siamo le persone che continuiamo a chiamare dentro di noi. Siamo le parole che non abbiamo dimenticato e gli abbracci di cui il corpo conserva ancora la forma. Anche davanti a un’esistenza segnata dall’attesa e dalla delusione, Márquez ci ricorda che "la vita è la cosa migliore che sia mai stata inventata", non perché ci risparmi le ferite o ci restituisca chi abbiamo perduto ma perché, nonostante ciò che perdiamo, ci permette di ricordare, cambiare, rinascere e amare ancora. La vita accade una volta. Dentro la memoria, invece, può accadere ancora. Non nello stesso modo e mai senza nostalgia. Ma abbastanza da farci sentire che ciò che abbiamo amato non è passato invano.
E tu, lettore che ci segui, qual è il ricordo che il tempo ha reso più dolce? C’è una persona, una voce o un istante che continua a vivere dentro di te? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti.
di Katia Piemontese




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Parole vere e meravigliose: Siamo le persone che continuiamo a chiamare dentro di noi. Siamo le parole che non abbiamo dimenticato e gli abbracci di cui il corpo conserva ancora la forma. Anche davanti a un’esistenza segnata dall’attesa e dalla delusione, Márquez ci ricorda che "la vita è la cosa migliore che sia mai stata inventata". Complimenti...