Crepet: "Quando sbagli strada fai la retromarcia e torni indietro". Il coraggio di cambiare direzione per ritrovare la felicità
Aggiornamento: 4 set
La riflessione di Paolo Crepet sulla capacità di fermarsi, mettere da parte l’orgoglio e cambiare direzione quando andare avanti non è più la scelta giusta...

“Tutti abbiamo sbagliato. Non possiamo nasconderci, il mondo ha bisogno di noi.” Con queste parole Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, ci invita a riflettere, a fermarci e a guardare i nostri errori da una prospettiva diversa.
Sbagliare non è l’eccezione, è parte della vita. Ed è proprio quel “tutti” a rendere le parole dell’esperto più difficili, ma anche più vere. Parole rivolte a ciascuno di noi e, molto probabilmente, anche a se stesso.
Un ragionamento diverso dal solito, non un invito ad andare avanti. Perché andare avanti non è sempre la scelta giusta. “Quando sbagli strada non vai avanti, fai la retromarcia e torni indietro”. Quello dell’esperto è un ragionamento apparentemente semplice: se ci accorgiamo di aver sbagliato strada, cambiamo direzione. Eppure nella vita di tutti i giorni non è così facile. Siamo spesso portati a difendere le nostre scelte, a giustificarle, anche perché abbiamo già investito tempo, energie e aspettative in quella direzione. Continuiamo non perché siamo convinti, ma perché tornare indietro ci sembra più difficile che continuare.
È l’insoddisfazione a farci capire che potremmo aver sbagliato strada. Non il malessere di un momento o la fatica che accompagna ogni scelta importante, ma quella sensazione profonda e continua di vivere una vita nella quale non ci riconosciamo più.
Quindi, cambiare direzione, in alcune circostanze può diventare necessario, non per fuggire dalle difficoltà ma per cercare altrove la felicità che, lungo quel percorso, non riusciamo più a trovare. Quella strada potremmo averla scelta per rendere orgoglioso nostro padre, per non spegnere il sorriso di nostra madre o per mantenere una promessa fatta quando eravamo persone diverse. Possiamo aver intrapreso un percorso di studi, accettato un lavoro o difeso una relazione perché tornare indietro avrebbe significato deludere qualcuno. Ma arriva un momento nel quale continuare a vivere la vita che gli altri avevano immaginato per noi può diventare più doloroso che fermarsi.
Tornare indietro, allora, non significa rinnegare l’amore ricevuto o i consigli di chi ci è stato accanto. Significa riconoscere che nessuno, neppure chi ci ama profondamente, può percorrere una strada al nostro posto. La retromarcia non serve a cancellare il passato. Serve a tornare abbastanza indietro da poter prendere un’altra strada. Cambiare direzione non significa aver fallito, ma essersi finalmente ascoltati.
“È quello che dobbiamo fare da domani”, afferma Crepet.
Possiamo continuare per orgoglio, per paura o per abitudine. Oppure possiamo fermarci, fare retromarcia e provare a scegliere diversamente. Non è detto che la strada nuova sia più facile. Ma può essere quella che scegliamo finalmente in prima persona, nella speranza di ritrovare la felicità.
Per te, lettore che ci segui, tornare indietro significa aver fallito o può essere il gesto più coraggioso? Ti è mai capitato di riconoscere di aver preso la strada sbagliata e di trovare la forza per cambiarla? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri lettori che stanno cercando il coraggio di fermarsi, tornare indietro e scegliere una strada diversa.
di Katia Piemontese




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Mi è capitato di fuggire più che cambiare strada ,ma è la stessa cosa,da una relazione tossica si direbbe oggi ,della quale mi ostinavo a non vedere i limiti perché rappresentava il mio tentativo ( un po' ' disperato) di cercare una crescita che non era possibile trovare in famiglia per motivi che non sto qui qd elencare.Poi ,ho visto e sono tornata indietro ; Il mio piano di " evoluzione" era fallito ,mi sono dovuta fermare ,leccarmi le ferite,sentirmi dire che non mi ero comportata bene ecc ecc .Avevo 19 anni e soffrivo molto ..poi sono ritornata all attacco e con un po' di fortuna e tanto dolore ho trovato una via d uscita ....una persona valida mi sono…
Spesso si rimanda, si insiste sulla stessa strada. È vero che non è mai troppo tardi, ma spesso si aspetta troppo per tornare indietro
Seguo spesso il Professore, ti aiuta a riflettere e aiutarti nella vita di ogni giorno. Questa retromarcia io l ho fatta a 63 anni, ho lasciato un lavoro con 36 anni di servizio, ho aperto un attività e sto facendo un lavoro che mi ha fatto mettere in discussione, senza perdere, valori , principi e fede. A quello che dice il professore io ci metto sempre la preghiera e l affidamento a Dio per ogni retromarcia che faccio o che ho fatto nella vita, per essere condivisa ( con Dio)ed avere la pace, la Speranza e la felicità.
Wow, non ci credo. Proprio oggi ho fatto questa cosa. Ho preso la decisione di tornare indietro, forse la decisione più dura mia presa. È stato molto doloroso, ma per il mio bene l'ho dovuto fare ed ora sono più serena e potrò continuare a coltivare i miei progetti e non mi importa se ci riuscirò. Questa è la mia strada e di nessun altro, e se cado decido io se continuare per quella via oppure cambiare direzione. La mia salute mentale vale più di qualsiasi altra cosa e oggi so che l'amore di chi mi è vicino è fondamentale e vuole solo la mia felicità.
Ho cambiato direzione più volte e mi trovo a doverlo fare nuovamente in questo momento della mia vita un po’ complicato sebbene mi costi grande fatica; ho 58 anni e tre figli e vorrei invece un po’ di stabilità. Non ho mai preso in considerazione la possibilità di tornare indietro. Interessante però, dovrò provare!