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Dopo la tragedia della piccola Alice, il dono dei genitori continua a dare vita. Il CNDDU: "Ogni bambino ha il diritto di vivere, giocare e crescere"

La tragedia della piscina di Sestri Levante riporta al centro il tema della sicurezza degli spazi dedicati ai minori, richiamando istituzioni, gestori e...


"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Alice, la bambina di undici anni deceduta in seguito al drammatico incidente avvenuto in una piscina di Sestri Levante.


Mentre la magistratura è chiamata ad accertare le responsabilità e a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, il nostro primo pensiero va alla famiglia, colpita da un dolore inimmaginabile, e alla dignità del gesto compiuto dai genitori, che hanno scelto di donare gli organi della figlia, trasformando una tragedia irreparabile in un atto di straordinaria solidarietà.

Di fronte a una vicenda così dolorosa, il rischio è quello di limitarsi allo sconcerto o alla ricerca delle responsabilità individuali. È invece necessario cogliere il significato più profondo di quanto accaduto. Ogni bambino ha il diritto di vivere, giocare e crescere in ambienti realmente sicuri.


Tale diritto non rappresenta soltanto un principio giuridico sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ma costituisce un preciso dovere morale e civile che interpella istituzioni, gestori di servizi, amministrazioni pubbliche e l'intera collettività.

La tragedia richiama l'attenzione sull'importanza di garantire, in tutti gli impianti destinati ai minori, controlli costanti, manutenzioni rigorose e il pieno rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge.


Ogni luogo dedicato all'infanzia deve essere concepito secondo il principio della massima tutela, perché quando viene meno la prevenzione non è soltanto una regola a essere violata: viene incrinato il rapporto di fiducia che le famiglie ripongono nelle istituzioni e negli spazi affidati ai loro figli.

Come Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani riteniamo che la cultura dei diritti non possa prescindere dalla cultura della responsabilità. Parlare di diritti umani significa promuovere una società nella quale la protezione della vita, soprattutto di quella dei più piccoli, rappresenti una priorità concreta e non una dichiarazione di principio.


La sicurezza non può essere considerata un adempimento formale né una questione da affrontare soltanto dopo una tragedia: essa costituisce una condizione essenziale per rendere effettivi i diritti fondamentali della persona.

La morte di Alice ci consegna una responsabilità che va oltre il tempo dell'emozione e dell'indagine giudiziaria. Ogni tragedia evitabile impone alle istituzioni e alla società civile il dovere di interrogarsi su ciò che può e deve essere migliorato affinché non si ripeta. Il rispetto dei diritti dell'infanzia si misura, prima di tutto, nella capacità di prevenire il rischio, di investire nella sicurezza e di assumere decisioni lungimiranti. Solo così la memoria di una giovane vita spezzata potrà tradursi in un impegno autentico e condiviso a tutela delle generazioni future".

di La Redazione



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