Docenti e ATA: stipendi fino al 30% in meno per le donne, se precarie la discriminazione aumenta
- La Redazione

- 1 giorno fa
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Aggiornamento: 24 ore fa
Stipendi più bassi, maternità penalizzante e tutele negate alle precarie: i dati sul divario retributivo nel mondo della scuola e la posizione del sindacato Anief...

"In Italia le donne che diventano madri subiscono una riduzione dello stipendio che si attesta intorno ai 5.700 euro annui, una penalizzazione economica che può persistere anche a distanza di 15 anni dalla nascita del figlio. La discriminazione è doppia se si considera che le donne, in generale, percepiscono già compensi mediamente inferiori del 20–30% rispetto agli uomini.
Secondo i dati rilevati dall’INPS, nei primi cinque anni di vita del figlio le madri subiscono una penalizzazione pari al 16%, anche a causa del frequente passaggio dal tempo pieno al part-time. Il fenomeno, noto come child penalty, colpisce esclusivamente le donne: gli uomini che diventano padri, al contrario, registrano spesso un incremento del reddito. Una dinamica che, nel lungo periodo, può portare a una riduzione salariale complessiva fino al 53% dopo la maternità. Secondo il sindacato Anief questi numeri mostrano chiaramente che le donne lavoratrici continuano ad avere un trattamento peggiore degli uomini.
Se poi diventano madri, allora la discriminazione diventa pesantissima. Servirebbero delle norme a tutela dei loro diritti, che invece non trovano spazio. Anche la Corte Costituzionale, che di recente non ha concesso l’atteso via libera al Bonus mamme anche per le lavoratrici precarie, ha evidenziato il problema bacchettando pesantemente il legislatore perché d’ora in poi sostenga economicamente le lavoratrici madri:
Gli avvocati del sindacato Anief hanno già vinto diversi ricorsi in tribunale invocando l'applicazione del diritto euro-unitario e il principio di non discriminazione facendo assegnare fino a 3 mila di rimborsi contributi alle supplenti precarie del personale della scuola. Per aderire al ricorso Anief cliccare qui.
A questo proposito Daniela Rosano, segretaria generale Anief, ricorda che “le lavoratrici madri con tre figli e un contratto a tempo indeterminato hanno automatico accesso al bonus, se già hanno fatto la domanda l'anno scorso per avere il beneficio che era già previsto, cioè all'esonero contributivo, fino a 3.000 euro. Ricordiamo anche che l'Anief ha comunque in atto sempre un contenzioso, che continua a promuovere per le lavoratrici madri di tre figli con contratto a tempo determinato, dal momento che non si comprende perché debbano essere escluse dal beneficio previsto dalla legge di bilancio dell'anno scorso"
di LA REDAZIONE
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