Docenti e ATA: “Buoni pasto in arrivo dopo gli aumenti? Potrebbero essere riconosciuti nel contratto collettivo nazionale”
Anief chiede di inserire il beneficio nel contratto nazionale e ipotizza l’utilizzo di risorse già destinate alla...

I buoni pasto potrebbero diventare un diritto anche per il personale scolastico attraverso il prossimo contratto collettivo nazionale. La proposta è stata rilanciata da Anief durante un incontro all’Aran, l’Agenzia che rappresenta la pubblica amministrazione nelle trattative contrattuali.
Al momento, docenti, personale ATA e altre figure della scuola non ricevono automaticamente il buono pasto in base al contratto nazionale.
Per introdurre la misura servirebbe quindi un accordo tra le parti e la disponibilità delle risorse necessarie.
Il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ha sostenuto che il beneficio potrebbe essere riconosciuto direttamente nel contratto: “Il buono pasto nella scuola potrebbe essere riconosciuto nel contratto collettivo nazionale, come un diritto della categoria”. Secondo il sindacato, la questione dovrebbe essere affrontata con una volontà comune da parte delle organizzazioni rappresentative e dell’amministrazione. La proposta riguarda tutto il personale scolastico e nasce anche dalla necessità di riconoscere i costi sostenuti durante le giornate di servizio, soprattutto quando l’orario comprende una pausa per il pasto.
L’ipotesi sulle risorse
Anief ha riconosciuto che, allo stato attuale, non risultano stanziamenti pubblici aggiuntivi destinati a finanziare i buoni pasto. Per questo ha indicato una possibile alternativa: utilizzare una parte delle risorse già assegnate alle istituzioni scolastiche e destinate alla contrattazione d’istituto.
Tra gli esempi citati dall’organizzazione ci sono i fondi utilizzati per retribuire la formazione svolta durante l’orario di servizio. Si tratta, però, di un’ipotesi avanzata dal sindacato e non di una decisione già assunta dall’Aran o dal Ministero.
“Adesso, appurato che non vi siano risorse pubbliche aggiuntive per questo importante servizio, si potrebbero, ad esempio, ricavare i fondi della contrattazione delle scuole come quelli per la retribuzione della formazione in orario di servizio”, ha dichiarato Pacifico.
Un eventuale inserimento nel contratto dovrebbe stabilire destinatari, condizioni per ottenere il buono, valore del beneficio e modalità di finanziamento. La discussione dovrà inoltre chiarire se le risorse delle singole scuole possano essere utilizzate senza ridurre i finanziamenti destinati ad altri istituti contrattuali.
Anief ha infine invitato il personale scolastico a esprimersi sulla proposta, che potrà essere valutata nelle prossime fasi del confronto contrattuale.
di La Redazione
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