Dal silenzio alla Croce: il Venerdì Santo, giorno di riconciliazione e amore che vince peccato e morte
- La Redazione

- 2 giorni fa
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Venerdì Santo, significato e liturgia: perché non è un funerale ma la celebrazione della vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato...

Di Don Vincenzo Carnevale
“Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo. Venite, adoriamo”. Non è il giorno della fine, ma il cuore della fede: nel Venerdì Santo si celebra un amore che salva, che dona tutto e che vince perfino la morte.
Con il suo infinito amore, che è più forte della morte e del nostro peccato, Cristo Gesù crocifisso ha salvato il mondo! Celebriamo il Memoriale della Croce gloriosa di Cristo, che, per noi, si è fatto obbediente fino alla morte e ad una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il Nome che è al di sopra di ogni nome! Gesù muore, dona, spende tutta la Sua vita per noi, a favore di tutti gli uomini. Il Suo amore sacrificale, gratuito e oblativo è più forte della morte, perché “toglie” i peccati del mondo che la causano.
Il Venerdì Santo, da vivere ed attualizzare quotidianamente, è il Giorno della riconciliazione personale, individuale, familiare, umana, sociale, ecclesiale! Vi supplico, a “Lasciarvi riconciliare con Dio per mezzo del Crocifisso” – ci supplica l’Apostolo Paolo.
In questo Giorno, dunque, Noi celebriamo la Regalità e la Vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte, non facciamo il Suo funerale! Non è il funerale di Gesù, ma Celebrazione appassionata del Suo amore senza misura.L’Altare è spoglio da ieri, dopo la Cena, senza candelieri, senza tovaglia, senza fiori; tacciono le campane, l’organo e ogni altro strumento musicale. La Liturgia d’Ingresso è costituita dalla prostrazione silenziosa, benedicente e adorante; poi l’Orazione, l’Ascolto della Parola, la Comunione senza la Preghiera Eucaristica. La conclusione della Celebrazione è senza la benedizione e senza il congedo. Dobbiamo prepararci nella adorante preghiera, nel silenzioso e attento ascolto, al canto vittorioso dell’Alleluia pasquale, nella Notte più santa delle notti!In questo giorno (Venerdì Santo) e nel giorno seguente (Sabato Santo), la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia: ci si nutre del Pane, fatto avanzare ieri e conservato per oggi, perché senza Eucarestia non possiamo vivere neanche un giorno né come chiesa né come discepoli."



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