Crepet: “La vita vera non è sempre un uovo di Pasqua con la sorpresa positiva”. Il messaggio che indica la strada per essere felici davvero
- La Redazione

- 2 ore fa
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L’autenticità ripaga, aiuta gli adulti a smettere di essere invincibili e insegna ai giovani che la vita vera non è sempre come sembra...

"C'è una parte più scura della luna che va interpretata perché se fino a quel momento abbiamo venduto un paradiso luccicante quell’episodio diventa un tonfo". Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, in un suo recente intervento ci spiega come spesso i genitori tendano a nascondere ai propri figli una parte di vita che poi in fin dei conti è quella più autentica e più vera.
A tal proposito afferma: “Dobbiamo noi adulti, compresi naturalmente gli insegnanti, rappresentare le cose che accadono. Senza avere paura delle paure, questo momento è indubbiamente difficile. Però mi chiedo, perché raccontare un mondo che non esiste, ovvero un mondo dove va sempre tutto bene, dove il nonno non si ammala mai, dove papà e mamma non litigano mai, dove a scuola basta andare che sei promosso. Perché dobbiamo vendere questo prodotto avariato?”.
I genitori possono tenere i loro figli lontani dal pericolo di soffrire fin quando non si presenta una circostanza più grande di loro, che non ammette bugie ma solo coraggio.
Continua Crepet: “La vita è fatta di inciampi, la vita è fatta di no, la vita è fatta di frustrazione: il ragazzo, la ragazza che ti lascia, i compagni che organizzano una festa senza di te, papà e la mamma che non ti capiscono. Quindi bisogna parlare di questo, c'è una parte più scura della luna che va interpretata, perché quando poi il nonno va in ospedale davvero, se fino a quel momento gli abbiamo venduto un paradiso luccicante che non c'è, quell’episodio diventa un tonfo”. L’autenticità ripaga sempre, toglie un peso all’adulto che si mostra sempre invincibile e permette di far comprendere presto al giovane che la vita vera ha un lato che non piace a nessuno.
“Mi ricordo una volta un padre che mi disse, legato ad una grossa crisi economica, “come faccio a dire a mio figlio che non potremo più cambiare la macchina una volta all'anno?” Io gli ho detto, “lo dica così: questa volta non cambieremo la macchina tra un anno”. Perché? “Perché ci sono delle condizioni che non lo permettono”. Così imparerà anche lui che non sempre la vita è un uovo di Pasqua con la sorpresa positiva”.
Ma è ora di rompere i vecchi schemi poco funzionali, perché spiegare le emozioni legate agli eventi spiacevoli della vita è l’insegnamento più grande per avvicinare i più piccoli a quell’“altra metà della Luna” di cui parla l’esperto. Infatti conclude: “A volte bisogna imparare a cavarsela, imparare a tirarsi su le maniche. Questo non credo affatto che sia una cosa negativa. Anzi, siamo stati noi che abbiamo forse parlato poco delle nostre difficoltà”.
E tu, lettore che ci segui, hai mai nascosto ai tuoi figli o ai tuoi studenti una parte difficile della vita per proteggerli? Ti sei mai chiesto se dire la verità, anche quando fa male, possa essere invece il primo passo per aiutarli a crescere davvero?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di NATALIA SESSA



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La verità ci rende liberi, ed è sempre opportuno promuoverla. In rari casi, quando ci rendiamo conto che non si è pronti, è necessario ometterla... nell'attesa che il terreno migliori. Da questo articolo emerge un bel pensiero