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Gesù: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo”

Nell’omelia di Pentecoste, un’intensa riflessione sul dono della pace, sul perdono e sulla missione dei cristiani chiamati a costruire comunione in un mondo sempre più diviso...

Di Don Vincenzo Carnevale

In un tempo segnato da divisioni, paure e conflitti, la Pentecoste richiama i fedeli al significato più profondo della pace e della riconciliazione. Le parole di Gesù risorto — “Pace a voi!” — diventano così un invito a riscoprire il perdono, la misericordia e uno Spirito capace di unire ciò che il mondo continua spesso a dividere.

Attraverso il Vangelo di Giovanni e gli Atti degli Apostoli, l’omelia riflette sul ruolo della Chiesa come luogo di comunione, di ascolto e di unità nella diversità. Una meditazione intensa sul compito dei cristiani, chiamati a diventare strumenti di pace, di speranza e di riconciliazione nel mondo contemporaneo.

La Festa di Pentecoste è il culmine delle celebrazioni pasquali. Tutta la Celebrazione, Parola e Sacramento, deve far crescere in tutti i fedeli, presenti e uniti in un cuor solo e in un’anima sola, lo stupore, sempre grato e riconoscente, e la gioia profondissima per la grandezza del dono che riceviamo. “Pace a voi!” Il Risorto torna a conformare e dare fiducia ai Suoi, non chiedendo di più, ma dando di più! Il Risorto si rivolge agli Apostoli, che lo hanno rinnegato e abbandonato nella Sua passione e morte, e non rinfaccia loro il tradimento e l’abbandono né annuncia castighi, ma dona solo la Sua pace e il Suo perdono che li libera dalle loro infedeltà, che fuga ogni rimorso e ogni dubbio dalla loro mente e che mette gioia piena nei loro cuori.

Non solo, ma questi Discepoli, amati e perdonati, con il dono dello Spirito Santo, sono consacrati ad essere custodi e strumenti (ministri) del perdono stesso di Dio! Soffiò su di loro”: se i nostri cuori si aprono a ricevere il dono dello Spirito, se non oppongono resistenza al vento caldo e dolcissimo della Sua presenza in noi, gradualmente e progressivamente convertirà il nostro cuore, rendendolo capace di amare, come Cristo ci ha amati.

Il Vangelo (Giovanni) e la prima Lettura (Luca) presentano la manifestazione dello Spirito Santo in due  “modi” diversi, mantenendo in comune solo la precisazione che è avvenuta in “un luogo dove i discepoli erano tutti insieme”. Il Vangelo di Giovanni insiste sul valore rigenerativo dello Spirito Santo che inaugura una nuova creazione; gli Atti di Luca pone in evidenza l’inizio della Missione affidata alla Chiesa dal Padre e dal Figlio per mezzo dello Spirito Santo che la guiderà e la custodirà con i Suoi doni. La Chiesa nasce per l’iniziativa esclusiva di Dio, compimento di un Progetto che preesiste e precede i Cristiani e che si realizza per mezzo del Suo Spirito.

Con gli Apostoli e i primi Cristiani nasce la Chiesa visibile, che deve essere “Sacramento” efficace di Quella invisibile, indivisibile, santa, pura ed immacolata! Ai discepoli, riuniti ed in preghiera “tutti insieme nello stesso luogo”, viene fatto dono dello Spirito, che animerà e guiderà la Chiesa a continuare e compiere, nella verità e fedeltà, la missione a Lei affidata e consegnata dal Signore risorto e asceso al Padre. Il Vangelo di Cristo Gesù, Figlio e Verbo di Dio, morto e risorto, deve essere predicato in tutte le lingue, deve tradursi in ogni cultura, deve raggiungere, trasformare e rinnovare tutta l’umanità per realizzare l’unità, non distruggendo la diversità, ma creando comunione, che si arricchisce della diversità e chiama tutti a ristabilire l’unità nello Spirito.

Tanti e diversi i linguaggi, ma, unico il messaggio: Dio, Creatore e Padre, in Gesù Cristo, morto e risorto, ha salvato il mondo degli uomini e nel Suo Spirito, vuole ricostituire l’unità e la comunione tra i Suoi figli, dispersi nella babele dei suoi peccati, suoi fallimenti che conducono all’auto distruzione e morte eterna. I Cristiani, battezzati in un solo Spirito, sono chiamati a formare un solo Corpo, di cui Cristo è il Capo: come lo Spirito ha intessuto il corpo del Figlio di Dio nel grembo verginale di Maria, così ora fa crescere e procura al Risorto un solo corpo, la Comunità dei Suoi Discepoli, nella varietà dei doni e dei carismi e nell’unità dello stesso Spirito, attraverso il quale continua ad agire nel mondo e nella storia. Gesù soffia sui Suoi per comunicare e donare loro il Suo Spirito, il Dono preziosissimo della Pasqua di Cristo.

Lo Spirito Santo, Dono del Risorto, chiama la Chiesa alla riunificazione dell’umanità, nella molteplicità e diversità, all’universalità della salvezza, mediante l’annuncio del Vangelo della pace e della remissione dei peccati. Ai Suoi discepoli, dunque, è stato effuso il dono dello Spirito Santo per donare ai fratelli e al mondo intero lo Spirito di riconciliazione, dono del Padre, mediante il Figlio amato, morto e risorto per noi! Solo chi accoglie il dono della Sua pace e lo Spirito Santo, Dono del Padre e del Figlio, può essere strumento di riconciliazione e di pace nella remissione dei peccati, dono esclusivo del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.



di LA REDAZIONE

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