Crepet: “I nuovi miserabili non sono i poveri, ma coloro che vivono senza visioni”
- La Redazione

- 6 ore fa
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“I maestri sono ristoratori, persone che ti danno ristoro”: Paolo Crepet riflette sul valore dell’anima, della gentilezza e degli adulti capaci di lasciare un segno...

“L’anima non credo che sia definibile, per fortuna. Penso che ce l’abbiano tutti gli esseri umani e non solo. Non è un discorso religioso, è riconoscere una dimensione spirituale in ognuno di noi”. È con queste parole che Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, in una recente intervista, definisce l’anima, ovvero, quella parte di noi che prende forma attraverso la cura, la premura e l'empatia, con la quale riusciamo a capire, senza troppe parole, come sta chi ci è accanto.
L’anima appartiene a tutti, come afferma Crepet, ma in modo particolare a chi ogni giorno sceglie di insegnare, guidare e trasmettere, proprio come i maestri, l’esperto sull’argomento afferma: “Alcuni sono presenze importanti e costanti nel tempo. Altri li ho incontrati per pochi minuti, ma sono stati fondamentali. Una volta, in un bar di Venezia, un anziano mi disse: “Viagiar descànta”, viaggiare disincanta. Tre minuti che restano tutta la vita. I maestri sono “ristoratori”: non nel senso del ristorante, ma di chi ti dà ristoro. E naturalmente esistono anche i cattivi maestri”.
I maestri quindi non sono solo quelli che troviamo dietro ad una cattedra, ma possono essere anche persone incontrate per caso, come un anziano o un bambino, perché i grandi maestri non si riconoscono dall’età, ma dalla saggezza. Ma dobbiamo fare i conti anche con l’altro lato della medaglia, chi si crede un maestro ma, invece di incoraggiare, spegne i sogni.
Questi, per il sociologo sono: “Quelli che ti dicono: “chi te lo fa fare?”. Quelli che smontano, che deridono, che non hanno idee. I nuovi miserabili non sono i poveri, ma coloro che vivono senza visioni”. Le critiche che spesso Crepet muove nei confronti degli adulti sono per motivi ben precisi: “Perché spesso non hanno cura del futuro. Ogni volta che educhiamo alla violenza, dal Presidente degli Stati Uniti a chi si arrabbia con il ragazzo delle pizze, stiamo insegnando qualcosa che porta dritti verso un mondo senza futuro”.
I giovani imitano gli adulti e la violenza, i modi sgarbati, l’arroganza che mai come oggi vediamo nel mondo. Qualcosa si è rotto alla base, qualcosa che non va più bene nel modo di educare. L'esperto continua il suo intervento: “Vent’anni fa la Norvegia ha dato tablet a tutti i bambini, convinta che fosse il futuro. Poi li ha seguiti nel tempo: oggi molti non riescono a leggere i sottotitoli di un film. Se non sei in grado neppure di cogliere un “ti amo” nei sottotitoli, il problema è serio”. La tecnologia può sostituirci in gran parte delle azioni che svolgiamo ogni giorno. Ma se c’è una cosa che non può rubare quella è il nostro cuore, ovvero, la cura e la premura che siamo ancora in grado di rivolgere all'altro. Infatti, conclude Crepet: “Una parte di noi non vede l’ora di tecnologizzare tutto, dall’altra parte, però, vedo che esiste ancora tanta gentilezza e cura umana. Ecco, quella delicatezza che mi incanta tanto da quando sono bambino, proprio quella vorrei che non scomparisse”.
E tu, lettore che ci segui, chi sono per te i veri maestri? Quali caratteristiche non vorresti scomparissero negli uomini ?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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