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Crepet: “I nuovi miserabili non sono i poveri, ma coloro che vivono senza visioni”

Aggiornamento: 23 mag

“I maestri sono ristoratori, persone che ti danno ristoro”: Paolo Crepet riflette sul valore dell’anima, della gentilezza e degli adulti capaci di lasciare un segno...

“Alcuni maestri sono presenze importanti e costanti nel tempo. Altri li ho incontrati per pochi minuti, ma sono stati fondamentali. Una volta, in un bar di Venezia, un anziano mi disse: “Viagiar descànta”, viaggiare disincanta. Tre minuti che restano tutta la vita. I maestri sono “ristoratori”: non nel senso del ristorante, ma di chi ti dà ristoro. E naturalmente esistono anche i cattivi maestri”. È con queste parole che Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, in un’intervista introduce la sua disamina sull’educare i giovani oggi.

I maestri quindi non sono solo quelli che troviamo dietro ad una cattedra, ma possono essere anche persone incontrate per caso, come un anziano o un bambino, perché i grandi maestri non si riconoscono dall’età, ma dalla saggezza.

Ma dobbiamo fare i conti anche con l’altro lato della medaglia, chi si crede un maestro ma, invece di incoraggiare, spegne i sogni.

Questi, per il sociologo sono: “Quelli che ti dicono: “chi te lo fa fare?”. Quelli che smontano, che deridono, che non hanno idee. I nuovi miserabili non sono i poveri, ma coloro che vivono senza visioni”. Le critiche che spesso Crepet muove nei confronti degli adulti sono per motivi ben precisi: “Perché spesso non hanno cura del futuro. Ogni volta che educhiamo alla violenza, dal Presidente degli Stati Uniti a chi si arrabbia con il ragazzo delle pizze, stiamo insegnando qualcosa che porta dritti verso un mondo senza futuro”.

I giovani imitano gli adulti, i modi sgarbati e l’arroganza che mai come oggi vediamo nel mondo. Qualcosa si è rotto alla base, qualcosa che non va più bene nel modo di educare.

L'esperto continua il suo intervento: “Vent’anni fa la Norvegia ha dato tablet a tutti i bambini, convinta che fosse il futuro. Poi li ha seguiti nel tempo: oggi molti non riescono a leggere i sottotitoli di un film. Se non sei in grado neppure di cogliere un “ti amo” nei sottotitoli, il problema è serio”. La tecnologia può sostituirci in gran parte delle azioni che svolgiamo ogni giorno. Ma se c’è una cosa che non può rubare quella è il nostro cuore, ovvero, la cura e la premura che siamo ancora in grado di rivolgere all'altro. Infatti, conclude Crepet: “Una parte di noi non vede l’ora di tecnologizzare tutto, dall’altra parte, però, vedo che esiste ancora tanta gentilezza e cura umana. Ecco, quella delicatezza che mi incanta tanto da quando sono bambino, proprio quella vorrei che non scomparisse”.

E tu, lettore che ci segui, chi sono per te i veri maestri? Quali caratteristiche non vorresti scomparissero negli uomini ?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.


di Natalia Sessa

14 commenti


Olimpia
28 mag

Ho incontrato persone sulla mia strada che mi hanno insegnato con il loro modo di fare , che' un gesto gentile verso persone in difficolta , vale più di mille parole .

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Ospite
25 mag

E tante virtù ho cercato di trasferirle ai miei figli...

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Ospite
25 mag

Ho avuto dei buoni maestri in famiglia nella gentilezza, bontà.,comprensione e rispetto,tanta saggezza dal mio papà

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Maria luisa
25 mag

I maestri sono coloro che lasciano un segno, coloro che ricordi, quelli che ti trasmettono qualcosa che tu fai allo stesso modo di come facevano loro. Può essere un comportamento, un modo di parlare di agire e di pensare. Non è imitazione ma formazione, essere formati ad affrontare la vita i dolori e sognare. Tutti abbiamo qualcosa che ci riporta a qualcuno che si può definire maestro perché ci ha dato una parte di se stesso.

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Ospite
24 mag

Infatti. Ha ragione. I ristoranti ed i bar sono la scuola d questo bel Paese. Viva la caciotta. COME DE ROMA NE CAMBIAMME NOME EN ROMA CAPITALE ... DE STA RES PUBLICA FAMONE LA "REPUBBLICA DE CACIOTTARI". Secondo articolo che leggo. Sempre pensieri altrui. Cio che fate è disorientare non informarci. Non istruite ma state al gioco del Seo e dell''indicizzazione. Sempre peggio sara il sistema educativo se questa ë la vostra via di insegnamento

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