Scuola italiana all’estero, tagli nel contingente 2026/27: confronto MAECI-sindacati tra riduzione dei posti e risorse insufficienti
- La Redazione

- 49 minuti fa
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Nel confronto con le organizzazioni sindacali sul contingente 2026/27 emergono ulteriori riduzioni di posti, risorse ferme dal 2020 e un progressivo ridimensionamento della scuola italiana all’estero

"Si è tenuto il confronto tra le Organizzazioni Sindacali e il MAECI relativo alla revisione del contingente del personale scolastico italiano all’estero per il prossimo anno scolastico.
Per ANIEF era presente il Capo Dipartimento Estero,Salvatore Fina.
Per l’Amministrazione erano presenti la Dirigente dell’Ufficio V della DGIT Consigliere Adriana Apollonio e i rappresentanti del Ministero competenti per il settore.
L’incontro ha purtroppo confermato ciò che ANIEF denuncia da anni: il Governo e il MAECI stanno proseguendo in un lento ma costante disimpegno dal sistema della scuola italiana all’estero, un settore che continuiamo a considerare strategico per la presenza dell’Italia nel mondo e parte integrante della diplomazia culturale italiana.
Dal 2020 ad oggi il Governo non ha incrementato di un solo euro le risorse destinate al contingente scolastico all’estero. Nel frattempo sono aumentati i costi legati agli assegni di sede, alle indennità e al mantenimento del personale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i fondi non bastano più nemmeno a garantire le 674 unità previste dal D.Lgs. 64/2017.
Già lo scorso anno erano stati soppressi 6 posti. Quest’anno il MAECI procede con ulteriori 5 tagli, confermando una linea politica di progressivo ridimensionamento del sistema della formazione italiana nel mondo.
Il dato più grave è però un altro.
Il Ministero continua a mantenere formalmente nel contingente i posti del Regno Unito, pur essendo evidente che quelle cattedre non potranno essere attivate a causa delle conseguenze della Brexit e delle difficoltà sui permessi di lavoro.
Una scelta che appare come un vero e proprio artificio contabile per evitare di scrivere nero su bianco l’ulteriore soppressione di circa 15 posti.
ANIEF aveva avanzato una proposta chiara e concreta: sopprimere formalmente quei posti non più attivabili e istituire un numero equivalente di cattedre nelle scuole statali italiane all’estero dove esiste una reale domanda formativa. Proposta respinta dall’Amministrazione.
Grave appare il fatto che la documentazione fornita ai sindacati relativa alle richieste delle sedi risulti incompleta e inesatta. La tabella relativa alle richieste di nuovi posti provenienti dalle sedi estere non contiene infatti tutte le richieste trasmesse dalla rete diplomatico-consolare. Manca, ad esempio, la richiesta proveniente dal Consolato di Córdoba.
Stiamo piano piano arrivando a fine corsa, i numeri parlano chiaro.
Dalle sedi estere sono arrivate richieste per 145 nuovi posti, segno evidente di una crescente domanda di lingua, cultura e istruzione italiana nel mondo e del ruolo fondamentale svolto dai docenti italiani inviati all’estero.
La risposta del MAECI è stata invece desolante: appena 8 nuove istituzioni a fronte di 13 soppressioni, con un saldo negativo di 5 posti che si aggiungono ai tagli dello scorso anno. Quindi quest’anno il contingente sarà composto da 663 unità delle quali almeno 20 non verranno attivate.
E quindi il numero reale di unità all’estero sarà di circa 640 unità.
Si tratta di una scelta politica precisa.
Mentre tutti i principali Paesi europei investono nella promozione linguistica e culturale, l’Italia arretra, riduce organici, lascia sedi scoperte e depotenzia uno dei più importanti strumenti di presenza internazionale del nostro Paese.
ANIEF denuncia inoltre il gravissimo ritardo nelle procedure di reclutamento del personale scolastico da destinare all’estero. Ad oggi non esistono ancora notizie certe sui nuovi bandi, mentre le convocazioni per la definizione del contingente sono arrivate con enorme ritardo, compromettendo la programmazione delle attività e creando ulteriore incertezza tra i lavoratori.
“L’atmosfera che emerge dai numeri e dalle scelte dell’Amministrazione – dichiaraSalvatore Fina– è quella del disimpegno politico, della mancanza di visione e della rinuncia a sostenere con investimenti adeguati un settore strategico per il sistema Italia. La scuola italiana all’estero non può essere trattata come un costo da ridurre. È uno strumento fondamentale di promozione culturale, linguistica ed economica del Paese”.
ANIEF ribadisce che senza un incremento strutturale delle risorse il sistema è destinato a un progressivo collasso. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i segnali di arretramento: dalla crisi del Regno Unito dopo la Brexit, alla chiusura di sedi storiche come la scuola di Amsara, fino alla difficilissima situazione del Liceo IMI di Istanbul.
Proroghe anno scolastico 2026/27, l’amministrazione ha già acquisito il nulla osta da parte degli USR relativo agli aventi diritto e i decreti sono già pronti da inviare agli organi competenti per la registrazione cosa che verrà fatta dopo l’approvazione definitiva di contingente.
Proprio sul Liceo IMI di Istanbul, a margine dell’incontro, ANIEF ha chiesto chiarimenti urgenti al MAECI. A mesi dall’inizio della vertenza e dallo sciopero del personale docente con contratto locale, il Ministero continua a rispondere con un generico e preoccupante “ci stiamo lavorando”, senza informare adeguatamente le Organizzazioni Sindacali sugli sviluppi della situazione e senza presentare alcun piano concreto di soluzione.
ANIEF continuerà a denunciare il progressivo smantellamento della scuola italiana all’estero e chiede al Governo un immediato cambio di rotta: servono investimenti veri, una revisione del D.Lgs. 64/2017, il rafforzamento del contingente e una visione politica che rimetta al centro la cultura e la scuola come strumenti strategici della presenza italiana nel mondo.
Perché la diplomazia culturale non si difende con gli slogan, ma con le risorse, con il personale e con scelte politiche coraggiose".
di La Redazione




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