Maria Rita Parsi: "Sapeste quanti somari hanno fatto la fortuna dell'umanità". Ecco perché dietro ad alcuni ragazzi non sempre c’è poca voglia
- La Redazione

- 57 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
"Ci sono maestri capaci di far sognare e di fornire gli strumenti giusti per rendere realizzabile quel sogno. Ma ci sono anche insegnanti capaci di distruggere, annullare e far desistere..."

“Sapeste quanti somari hanno fatto la fortuna dell'umanità. La scuola deve essere a supporto, cosa deve fare? Deve dare il piacere del sapere, altrimenti non è scuola: è promozione o schiacciamento”. Con queste parole la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi mette in discussione una delle frasi più dolorose che molti studenti e genitori si sono sentiti ripetere per anni: “È bravo, ma non si applica”.
Perché dietro ad alcuni ragazzi non sempre c’è poca voglia. A volte ci sono semplicemente tempi diversi, sensibilità diverse, modi diversi di imparare e di guardare il mondo. Mai come oggi, le diversità o, meglio ancora, i diversi modi con i quali gli studenti si approcciano ai processi di apprendimento, vengono attenzionati. Ma, in alcuni casi ancora, si dà troppo per scontato che la stessa scuola, intesa come programma e struttura degli argomenti, possa andare bene per tutti.
In questo modo, come afferma l’esperta, la scuola diventa un vero e proprio mercato, chi riesce ad apprendere subito avrà uno sconto maggiore, mentre, chi riscontra difficoltà pagherà il prezzo più alto, ovvero, quello di sentirsi schiacciato, sopraffatto, confuso e mai al proprio posto.
La scuola è un passaggio, prima delle teorie dovrebbe insegnare a vivere, a condividere, a relazionarsi e se la scuola non insegna prima questo, allora il lavoro incompleto e poco performante non è più quello degli studenti, ma della scuola stessa. Inoltre, il percorso scolastico di ognuno è unico e, anche quando non ci sembra lineare, non impedisce di diventare degli eccellenti professionisti. Perché quando è la passione a spingerti verso qualcosa che sembra lontano, allora sei già a metà percorso.
Infatti, continua Parsi: “Sapeste quanti "peggiori" sono diventati geni da nobel. Sapeste quanti "somari" hanno fatto la fortuna dell'umanità. E certamente non hanno trovato insegnanti che gli hanno detto "tu sì che vali" ”. In questo scenario un ruolo cruciale è svolto dall’insegnante, ci sono maestri capaci di far sognare e di fornire gli strumenti giusti per rendere realizzabile quel sogno. Ma ci sono anche insegnanti capaci di distruggere, annullare e far desistere. In questi casi, non occorre altro che far passare tempo, di attendere che le parole che ci hanno feriti perdano di potenza. Perché ciò che è destinato a noi, ciò che vogliamo costruire, con costanza e dedizione, prima o poi arriva.
E tu, lettore che ci segui, dalla tua esperienza da studente, genitore o insegnante ti sei mai imbattuto in persone che a prima vista sembravano "somari" e poi si sono rivelate nella vita persone brillanti?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza.
di Natalia Sessa




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Troppa troppa responsabilità alla scuola, ai dicenti
Confermo pienamente questa riflessione di Maria Rita Parsi. Nella mia esperienza scolastica ho visto molti studenti considerati "non eccellenti" o poco portati allo studio diventare, nel tempo, persone brillanti, creative e realizzate nella vita. Il rendimento scolastico, infatti, non sempre riesce a cogliere il valore profondo di una persona, le sue potenzialità emotive, relazionali e intuitive. Esistono intelligenze che maturano con tempi diversi e che trovano espressione soprattutto nella vita reale, nelle relazioni, nel lavoro e nella capacità di affrontare le difficoltà.