Tupini: "Per essere felici non dovete piacere agli altri. Serve il coraggio di guardare in faccia il passato"
- La Redazione

- 24 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Il bisogno di piacere, le maschere che indossiamo e le ferite emotive che ci portiamo dietro: la riflessione della psicologa Gabriella Tupini sulla ricerca di approvazione e sul coraggio di guardarsi dentro...

Siamo spesso concentrati sull’immagine di noi stessi che riflette all’esterno, sui giudizi degli altri, sul cercare in tutti i modi di piacere. Come se l’approvazione dell’altro fosse l’ unico passaporto sulla finestra del mondo, ma quando cerchiamo a tutti i costi di ottenere consensi inevitabilmente ci troviamo ad indossare maschere che non ci rappresentano.
A tal proposito interviene la psicologa Gabriella Tupini che ci pone una domanda semplice, queste le sue parole: “La domanda non è perché vi sentite giudicati, ma perché dovete piacere agli altri? Questo lo posso capire di una società che vende un prodotto che deve piacere, oppure di un attore che deve piacere al pubblico? Perché c'è una ragione, perché lo pagano per quello”. La società nella quale viviamo non ci risparmia di certo commenti e giudizi, anzi, i social hanno sempre più amplificato questo nostro pensare, questa nostra ricerca di consensi.
Ma se ci fermiamo un attimo e poniamo a noi stessi la domanda dell'esperta, possiamo accorgerci di come il voler a tutti i costi un'approvazione esterna non è altro che un cerotto usato che mettiamo su una o più su ferite emotive antiche.
Una carezza mancata, esser stati messi da parte più e più volte, essere protagonisti di un continuo confronto in famiglia, queste situazioni rappresentano ciò che più comunemente abbiamo vissuto, in tempi e circostanza diverse, ma in qualche modo siamo stati tutti protagonisti di un tempo che non ci è piaciuto vivere e che inevitabilmente ci ha portato ad essere ciò che siamo oggi con aspetti negativi e positivi, pregi e difetti. Continuando il suo intervento la psicologa ci pone sempre la medesima domanda: “Ma perché dovete piacere agli altri? Perché, se piaccio agli altri tutti mi applaudono? Perché ho bisogno dell'applauso? Di cosa mi devo convincere? Devo smontare qualcosa di negativo…”.
È nelle parole dell’esperta che troviamo il senso della nostra sete di consensi. È sempre il passato che guida le nostre scelte, le nostre idee soprattutto quando siamo ancora alla ricerca di una risposta. Quando il nostro sé bambino non si è sentito amato, protetto e difeso e cerca in tutti i modi un posto sicuro nel quale abitare. Ed erroneamente questo posto sicuro è spesso rappresentato per noi dal consenso, dall’approvazione altrui.
Un altro aspetto importante sta proprio nella parola “smontare”, in quanto non è cercando di rimuovere pezzi del passato che ci hanno fatto soffrire che troveremo le risposte, anzi, è proprio il contrario. Le risposte arrivano quando troviamo il coraggio di guardare in faccia quel passato, quando capiamo che l'unica persona da fare felice nella vita siamo noi stessi. Perché una vita passata alla ricerca del consenso inevitabilmente non può renderci felici.
E tu, lettore che ci segui, ti sei mai chiesto quante volte hai cercato l’approvazione degli altri mettendo da parte ciò che sentivi davvero? Quante maschere hai indossato per essere accettato, applaudito, riconosciuto?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di NATALIA SESSA




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Nessuno può farti del male se tu non glielo permetti…….difficile si ma se riesci a farne un credo toglie una parte delle tossine emotive che ti procurano le relazioni e ti aiuta a trovare una quiete interiore. Essere troppo empatici o coinvolti a volte complica il tuo benessere psicologico perchè introiti sensazioni di altri il più delle volte negative.
Insomma un sano egoismo può sembrare brutto a dirsi ma è una sorta di vaccino emotivo
Se vuoi far del bene o aiutare qualcuno fallo soprattutto per te stesso
La ricerca di approvazione è una trappola in cui cadiamo se non abbiamo rinforzato i nostri muscoli emotivi. È comunque un percorso duro…….
Penso che il riconoscimento degli altri supporti la nostra identità e ci tranquillizza, la mancanza di approvazione nella nostra cultura ci provoca sofferenza e occorre trovare un rimedio. Io la curo con le riflessioni di filosofi o persone illuminate che descrivono bene questa condizione, provo a donare attenzione ai dimenticati e poi .....vorrei che tutti noi ci incontrassimo per creare una magia. Incontriamoci!!!!
Ma il problema non è da dove derivi questa continua approvazione...ma come fare a "smontare" le nostre convinzioni di bambini feriti, il più delle volte dalla nostra famiglia e poi anche dagli insegnanti e dalla società.
Non credo basti una riflessione... è un processo probabilmente più lungo insieme ad un professionista per poter ritrovare la fiducia in sé stessi!
Io lo vorrei fare ma fatico a trovare la persona giusta e mi fa decisamente paura il percorso che immagino sia anche lungo e doloroso!
A me basta piacere a me stessa sono una persona rispettosa degli altri e questo mi rende orgogliosa pi se piaccio o no pazienza, chi mi accetta per quella che sono è davvero un amico e meglio pochi che tanti e inutili.
Buonasera.
Nella vita non piaccio a nessuno (o quasi), perché sono me stesso, ovvero una persona timida, taciturna che fa fatica a relazionarsi con gli altri.
Perché devo piacere agli altri? Per non stare solo, per essere accettato dalla società, per evitare che il pregiudizio mi precluda la possibilità di instaurare rapporti con altri.
Grazie per l'attenzione.