Crepet: “Noi siamo le querce e facciamo ombra a noi stessi, ma loro devono sfidare la natura”. Genitori e figli, il rischio di una protezione che impedisce di crescere
- La Redazione

- 6 ore fa
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"I consigli di Paolo Crepet su famiglie, rapporto tra genitori e figli, autorevolezza e libertà. Quando la presenza dell'adulto blocca la crescita di un giovane? "

Sempre in bilico tra protezione e libertà. I genitori, soprattutto quelli delle nuove generazioni, sembrano essere sempre più spaesati, in cerca di consigli, suggerimenti, di qualcuno disposto a rispondere alla difficile domanda “qual è il miglior modo di educare un figlio?”.
Quando parliamo di famiglie, di rapporto tra genitori e figli, di autorevolezza, di libertà non può mancare il parere dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet che in un recente intervento ha affermato: “Nessun contadino pianta un albero da frutto sotto una quercia. Quindi gli alberi da frutto hanno bisogno del loro tempo, della loro area, delle loro piogge. Noi siamo le querce e facciamo ombra a noi stessi, ma loro devono sfidare la natura, avere il loro ruolo libero senza che noi stiamo lì né a supportare e neanche a criticare”.
Non chi impone il proprio sguardo sul mondo, ma chi lascia spazio ai figli per cercare il loro. A volte per saggezza o per paura che possa accadere qualcosa di negativo gli adulti hanno la tendenza a proteggere in maniera eccessiva.
Ma questo comportamento, senza un reale pericolo, secondo Crepet, andrebbe evitato perché fossilizza il pensiero e l’agire del ragazzo. Perché un figlio non cresce evitando gli urti, ma imparando ad attraversarli. Inoltre, da quanto emerge dalle affermazioni dell'esperto non sempre bisogna evitare il contrasto perché, a volte permette di ricucire un rapporto, di far comprendere le proprie ragioni e se proprio non vengono comprese, il tempo sistemerà tutto: “Quando i genitori o i figli parlano evitano a volte quel contrasto che non solo è giusto, ma è, anche prolifico. Un contrasto che non vuol dire spaccare la bottiglia dell'acqua minerale o rovesciare la tovaglia. Un contrasto che vuol dire “Io penso così, tu pensi così” è la cosa più naturale. Però bisogna essere capaci di reggerlo. Bisogna anche darsi un po’ di tempo”.
Un concetto che delude i genitori ma che fortifica i giovani è comprendere il fatto che per restare fedeli a sé stessi bisogna imbattersi nelle delusioni degli altri, soprattutto di chi vogliamo bene. Non ci riferiamo a tutti quei casi nei quali un giovane intraprende “una strada sbagliata”, ma ci riferiamo al fatto che nonostante i consigli e i richiami, un genitore deve saper accettare che un figlio può anche decidere consapevolmente di non seguirli. Altro aspetto centrale è l’autorevolezza dei genitori che oggi si è persa un po’.
I figli non capiscono cosa sia e i genitori spesso faticano a metterla in pratica e questo, purtroppo, ha un impatto negativo sulla loro crescita. Ma, secondo l’esperto, se non ci pensano gli adulti a far scontrare i giovani con la realtà dell’autorevolezza, ci penserà la vita, infatti afferma: “Molti figli non riconoscono l'autorità dei genitori e qualche autorità bisogna pure rispettarla, le regole si rispettano. Qualche autorità bisogna riconoscerla perché poi, comunque, ci sarà l'autorità dell'amore, ci sarà l'autorità del maestro. Autorità vuol dire autorevolezza, non autoritarismo. L'autorevolezza è quella che mi ha fatto crescere”.
L’autorevolezza regola soprattutto le risposte agli avvenimenti che accadono nelle nostre vite. Se l’insegnante decide di darmi un brutto voto o se la mia fidanzata decide di lasciarmi, se ho già appreso cos’è l’autorevolezza, questo mi permette di gestire le mie emozioni, di sapere che ho come unica arma, per spiegarmi e difendermi, sempre nel perimetro del rispetto, la parola e nient’altro. Perché l’autorevolezza non serve a controllare i figli, ma a prepararli. E se non imparano in casa a confrontarsi con essa, lo faranno fuori, quando sarà più difficile.
E tu, lettore che ci segui, ti sei mai chiesto se proteggere troppo un figlio possa davvero aiutarlo a crescere? Ti riconosci in questo equilibrio difficile tra libertà e controllo?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima, il confronto è il primo passo per capire, crescere e costruire insieme uno sguardo più consapevole sull’educazione dei giovani.
di LA REDAZIONE



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La protezione di un figlio è un dovere, è importante riuscire a delimitare i confini. È bene ad un certo punto lasciarli liberi...