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Maria Rita Parsi: “Ero definita una somara”. Un’insegnante ha creduto in lei e le ha cambiato la vita

La storia di Maria Rita Parsi: da bambina con difficoltà di apprendimento a psicologa affermata, grazie a un’insegnante che credette in lei

“Ero una bambina dislessica, disgrafica, discalculica, insomma quella che normalmente ai miei tempi dicevano 'una somara'", sono queste le significative parole utilizzate della psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi che vogliamo richiamare alla memoria per mantenere vivo il ricordo di chi ha lottato l'intera vita per difendere i diritti dei bambini.

Ed allora ripercorriamo assieme la sua infanzia quando a scuola veniva etichettata come una “somara” a causa di quelle difficoltà di apprendimento che ai suoi tempi venivano interpretate a malo modo, quasi come se fosse una bambina problematica ed incapace.

Nel raccontare la sua esperienza l'esperta affermava: Non facevo niente, per costume non facevo i compiti a casa, mai fatti. Per costume studiavo pochissimo se non quello che mi interessava perché mi annoiavo in due minuti”.

Ma la situazione mutò profondamente proprio alle scuole superiori nel corso di un'interrogazione di filosofia con Suor Angela: un'esperienza che la formò profondamente, permettendole di comprendere fino in fondo quali fossero le sue vere attitudini ed inclinazioni personali.

Durante una lezione su Schopenhauer Maria Rita Parsi rimase colpita da una sola frase e, chiamata all'interrogazione senza aver studiato, riuscì brillantemente ed in poco tempo a costruire un "castello di idee" partendo proprio da quella citazione.

Suor Angela, svelato il trucco, scelse comunque di non punirla ma anzi di premiare la sua intuizione con un otto, a patto però di studiare tutta la teoria per il giorno seguente: fu quel rinforzo positivo, quel gesto di fiducia da parte dell'insegnante ad illuminare il cammino dell’autrice, che si trasformò ben presto da crisalide in farfalla; da piccola “briccona” diventò una brava studentessa ed in futuro una professionista di successo.

Suor Angela, quale sua educatrice, fece un unico gesto rivoluzionario: le diede fiducia, accrescendo la sua autostima.

Maria Rita Parsi, con il suo racconto, ci insegna come sia importante la funzione del maestro che non giudica il suo allievo ma lo eleva, supportandolo e donandogli fiducia proprio quando più ne ha bisogno.

D'altronde ogni bambino ha un suo talento e necessita di un adulto di riferimento che, in qualità di educatore, creda in lui, lo sproni a migliorarsi, così da valorizzare le sue ambizioni ed inclinazioni personali senza denigrarlo o mortificarlo quando sbaglia o si trova in difficoltà.


E tu, lettore che ci segui, ricordi ancora quel maestro che ti ha cambiato la vita, donandoti fiducia ed accrescendo la tua autostima, permettendoti di diventare chi sei ora da grande?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.




di V. Tropea - L. Castagna

4 commenti


Nicoletta
12 apr

La.mia prof.ssa di filosofia Fiorella Vergara che grande mente..aperta critica profonda..capi durante una interrogazione che ero totalmente impacciata e mi lascio decantare..mi interrogo il giorno dopo..era laureata in psicologia. Alla maturità feci un tema su Freud..sono una psicoterapeuta da tanti anni e solo grazie a Lei

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Velia
12 apr

Anch'io da bambina ho avuto dei disturbi che allora non si capivano,

Non si parlava ancora di dislessia,disgrafia,discalculia..eravamo classificati in "buoni"e "cattivi"bravi e asini...io..invece ero la "mummia" "perché durante le interrogazioni restavo zitta...


non sapevano che avevo attacchi di panico che m'inpedivano di esprimermi

e di esporre le mie idee...allora mia madre diceva che ero solo timida..

Ora questo disturbo è considerato "disturbo sociale" me lo porto purtroppo ancora dietro e si manifesta quando devo parlare di fronte a una platea .Sono riuscita a diventare una brava insegnante...ho frequentato dei corsi sulle varie disabilità e ho aiutato diversi bambini partendo dal mio vissuto.. davanti a loro inventavo diverse strategie per raggiungere gli obiettivi prefissati...i bambini non ti giudicano e se…


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Ospite
12 apr

La scuola italiana si è riempita di persone che hanno scelto di esercitarr un mestiere per la sicurezza dello stipendio e basta.......gli alunni sono numeri sulla base dei quali definire l'organico di fatto e di diritto.

Nei collegi docenti si parla di progetti e di Pon, non di Persone in formazione e in crescita. Una crescita , quella, che dovrebbe dare spazio alla formazione di una nuova umanità.

Come siamo caduti in basso.

Una maestra

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Marta
11 apr

È sempre un piacere leggere le parole della professoressa Parsi. Ricordo con affetto la mia professoressa di latino, ci stimolava a studiare grazie a dei compiti a sorpresa. Anche chi come me che non eccelleva poteva prendere un 10...un compito esclusivamente sull'ultima lezione. Ricordo che anche chi aveva 3 ha avuto dei 10 al singolo compito a sorpresa. Una grande iniezione di fiducia soprattutto a chi ne aveva bisogno...

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