Tupini: “I figli non hanno bisogno di regole ferree ma di essere amati”. L’errore dei genitori che fa più male
- La Redazione

- 2 ore fa
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Tupini spiega perché i figli non hanno bisogno di ferree regole ma di amore e quale errore dei genitori può compromettere la loro crescita...

“Che cosa salviamo del mondo se non salviamo i figli?” è da questa domanda che parte la profonda riflessione della psicologa Gabriella Tupini. Una domanda apparentemente scontata ma che affonda le sue radici nel senso di inadeguatezza che spesso provano i figli nei confronti dei genitori. Questo è infatti il punto di partenza per capire meglio quali dinamiche vengano a crearsi dietro al loro rapporto.
L’esperta parte da un aspetto importante che mette spesso i genitori in una condizione di incertezza, in bilico tra la cosa giusta da fare e cosa sentono davvero : “C’è chi crede nella salvezza delle regole: “Io do ai miei figli delle ferree regole”. Ma i figli non hanno bisogno di ferree regole, hanno bisogno di essere amati”. I genitori pensano che le regole preparino ad affrontare una vita nella quale ogni giorno devi dimostrare di essere forte e questo, secondo l'esperta, è un modo di educare che presuppone degli eventi negativi.
Per Tupini non sono le rigidità a proteggere un bambino, ma è il suo sguardo positivo sul mondo che si ottiene da due genitori che amano profondamente: “Se un bambino è stato amato dai genitori pensa che nel mondo esistano brave persone proprio come i suoi genitori. Per cui mantiene un certo ottimismo”.
“I bambini dovrebbero essere accolti a braccia aperte, fargli capire che sono carini, che sono simpatici, che sono intelligenti, che dicono cose straordinarie. Vanno incoraggiati, vanno lodati”, ma queste dimostrazioni d’affetto spesso vengono limitate dagli adulti perché alla base c’è un erroneo modo di pensare e agire: “Così li rovinate, non li preparate alle nefandezze della vita, ma le prime nefandezze della vita spesso le danno i genitori”.
In questa dura critica è nascosto, in realtà, il primo consiglio dell’esperta. Perché spesso i condizionamenti che la società impone o l’influenza del loro modo di essere stati educati non consente ai genitori di godere di momenti di leggerezza e felicità con i figli. Si precludono, da sé, la possibilità di essere felici insieme a loro. Possibilità che diventa certezza solo quando questi si lasciano trasportare dal loro cuore che sa già come educarli nel migliore dei modi.
Il secondo consiglio invece, arriva quando, in una fase più matura del rapporto tra genitori e figli, si è deciso di recuperare: errori, consapevoli o inconsapevoli, mancanze, scarsa attenzione o cura. Infatti, afferma l’esperta: “Ci sono genitori che mi dicono, io purtroppo non ho saputo capire i miei figli perché “io sono stato allevato così", cosa posso fare? Io apprezzo molto questo e dico ai genitori di chiedere scusa ai loro figli. Perché magari loro non hanno colpe, però il male gliel'hanno fatto. E se i figli capiscono che il genitore sa di aver sbagliato, comincerà a pensare che forse loro non erano così male”.
Quello che chiede l’esperta sembra essere una forzatura, “l’adulto che deve chiedere scusa al figlio”, eppure non esiste altra via al di fuori di questo per praticare il bene e per ripristinare i rapporti. Perché non bisogna dimenticare che l’esempio parte sempre dai genitori che devono anche assumersi la responsabilità di salvare questa generazione. Ed è qui che torna la domanda iniziale: “Che cosa salviamo del mondo se non salviamo i figli?”
E tu, lettore che ci segui, pensi che i genitori inconsapevolmente commettano degli errori nei confronti dei propri figli? Come possono educarli ad avere uno sguardo positivo sul mondo? Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima, il confronto è il primo passo per costruire insieme un’educazione più consapevole.
di Natalia Sessa



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Non basta amare i propri figli. Bisogna rispettare loro come coscienza in un corpo unici e irripetibili per te del tutto. Far parte di una catena educativa Sport-Scuola-Famiglie coerente e sostenibile formata da persone con Coscienza Educativa. Restituire ai giovanissimi un percorso educativo adatto alla loro persona. Educarli (ex-ducere) attraverso esperienze fisiche ed interazioni fra pari utilizzando lo Sport Educativo (Educazione Fisica - attività motorie e gioco fisico - e Sport di Base - avviamento alle discipline sportive -) quale linguaggio universale come l'Arte capace di parlare alle loro coscienze per l'aumento delle capacità cognitive e l'armonizzazione della crescita fisica mentale e morale e per far emergere le loro potenzialità e la pace originaria già presenti alla nascita. Semplificare scrivend…
La famiglia è una community pertanto occorre viverla per come si è, stando attenti all'evoluzione del sistema vita.