Lino Guanciale: "I ragazzi non sono come noi vogliamo dipingerli. Seguono i loro sogni contro di noi, nonostante noi gli diciamo che sognare in questo mondo è ormai impossibile"
- La Redazione

- 4 ore fa
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"Vengono definiti incapaci, ma sono solo poco inclini agli adeguamenti che altri hanno scelto per loro. Desiderano percorrere quella strada che i loro genitori non hanno forse..."

“Travolgeteci, divorateci, calpestateci, metteteci da parte, con gentilezza però” è l’invito di Lino Guanciale ai giovani che credono nei loro sogni, anche quando sembrano “troppo” ambiziosi. Un monologo che oggi colpisce ancora di più nel profondo.
Il monologo di Guanciale prende il via da un giudizio sui ragazzi, fin troppo diffuso tra gli adulti: “Sono sempre svogliati, sempre distratti, sembra sempre che non abbiano voglia di fare niente. Hanno sempre gli occhi su questi telefonini, le cuffiette alle orecchie, sembrano insensibili a tutto, a tutto quello che gli sta intorno. È così no? Li avete visti!” . Eppure, nonostante le critiche di chi già ce l’ha fatta, soddisfatti o no, i ragazzi e le ragazze stanno dimostrando a tutti i costi cosa non vogliono, ovvero, essere manipolati e condizionati.
Infatti, continua Guanciale: “ Se li avete visti così vuol dire che non li avete visti bene, se li avete visti così è perché noi adulti abbiamo perso la capacità di guardarli e di vederli come sono davvero. Perché forse le cuffiette se le mettono per non sentirci. Perché magari non ci vogliono proprio parlare con noi, perché magari conoscono il mondo che gli stiamo lasciando”.
La vera domanda, dunque, è : gli adulti sono disposti ad accettare la loro responsabilità? Sono disposti ad accettare giovani diversi da ciò che sono stati loro? “C'è una cosa che non viene detta mai, che questi ragazzi non sono come noi vogliamo dipingerli. Io li ho visti, li vedo in tutte quante le scuole dove vado a insegnare sono velocissimi a imparare, sono appassionati, sono impegnati, sono sognatori e sono tanti questi ragazzi così, questi non fanno niente di eroico. Forse invece sì, resistono”. Vengono definiti incapaci, ma sono solo poco inclini agli adeguamenti che altri hanno scelto per loro.
Desiderano percorrere quella strada che i loro genitori non hanno forse mai avuto il coraggio di intraprendere, per stereotipi culturali o sociali. Desiderano raggiungere un futuro felice, continua l’attore: “Seguono i loro sogni contro di noi, nonostante noi gli diciamo che sognare in questo mondo è ormai impossibile. Non ascoltano le vostre prediche perché sanno loro meglio di chiunque altro quello che stanno passando”. Allora forse, gli adulti dovrebbero guardare i giovani con occhi pieni di un’ invidia buona, costruttiva. Occhi che trasmettono forza, coraggio e resilienza e non atterrimento. Occhi che parlano e dicono: puoi arrivare dove non sono riuscito io: “Quindi forza ragazzi, perché il mare che attraversate è minaccioso però travolgeteci, divorateci, calpestateci, metteteci da parte. Con gentilezza però…” conclude Lino Guanciale.
di NATALIA SESSA



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La responsabilità di un presente precario è degli adulti, che oggi pretendono dai giovani un comportamento impossibile. Effettivamente la chiusura nella stanza, le cuffiette e altri atteggiamenti sono una posizione assunta verso una società che non ha per loro un posto definito. Bisogna incentivare un incontro, una nuova relazione dove possa emergere l'interdipendenza tra generazioni. Disegnare un presente e progettare il futuro è possibile
I ragazzi di oggi sono come eravamo noi da giovani. Mio padre mi diceva che
Dovevo realizzare i miei sogni con le possibilità che avevo rispettando sempre tutti e avendo sempre lo sguardo