Bruzzone: “Se volevate dare solo carezze ai vostri figli, dovevate prendervi un gatto”. Il vero genitore sostiene non sostituisce
- La Redazione

- 25 mag
- Tempo di lettura: 3 min
"Due tipologie di genitori diversi ma che producono lo stesso risultato o come meglio afferma Bruzzone: “La strada maestra per diventare dei disadattati”..."

“Se volevate dare carezze e basta, dovevate prendervi un gatto! Capiamoci perché ne sto vedendo di tutti i colori”. Non risparmia la dura critica ai genitori, la psicologa Roberta Bruzzone, in merito al vuoto educativo che mai come oggi si sta sempre più concretizzando. L’esperta dichiara che in questi scenari moderni è facile distinguere due categorie di genitori, due opposti ma che producono gli stessi risultati a discapito dei più giovani.
Infatti, continua Bruzzone: “Noi abbiamo due macro categorie di genitori. La prima sono i cosiddetti genitori elicottero, spianano la strada ai loro figli, non li mettono in condizione di gestire un problema, perché li risolvono tutti loro. Guai se prendono un brutto voto perché il professore diventa immediatamente un bersaglio. Si mettono la toga, diventano avvocati cassazionisti dei propri figli, li proteggono da qualsivoglia stimolo negativo. Guai a sperimentare un no, guai a sperimentare un'attesa per ottenere qualcosa”.
Questa categoria di genitori non consente ai propri figli tentativi di riparazione, non consente di mettere a confronto il problema con la risoluzione del problema. Tutto viene risolto e sistemato anticipando il processo di elaborazione del pensiero del figlio e questo, inevitabilmente, non permette di crescere.
Mentre, continua Bruzzone: “l'altra categoria, che fa lo stesso tipo di danni, è il genitore affettivo, quello che va sempre tutto bene, quello che si è dimenticato che il ruolo è educativo e non solo affettivo. Quindi le regole non le dà perché i ragazzi devono essere liberi, devono fare quello che vogliono. Guardate che un adolescente libero, cioè senza regole, è un adolescente senza bussola, è perso non è libero”. Questa tipologia di genitori, invece, non mette freni, barriere, limiti sotto la scia del “si vive una volta sola” lascia i propri figli allo sbando, permettendogli di fare qualsiasi cosa. Inoltre, in questo modo si innesca un meccanismo che va a sminuire qualsiasi situazione preoccupante: una “frase di troppo” rivolta ad un compagno non viene considerata bullismo, oppure una risposta fuori luogo ad un docente non viene considerata maleducazione.
Questo modo di agire e pensare sappiamo già che non permette un'alleanza solida tra scuola e famiglia, ma crea il suolo perfetto per dinamiche altamente conflittuali. Due tipologie diverse di genitori ma che producono lo stesso risultato, o come meglio afferma Bruzzone: “La strada maestra per diventare dei disadattati”. In conclusione, l’esperta lascia dei preziosi consigli ai genitori: “Nessuno di noi potrà mai pensare di avere una vita scevra da problematiche, da tensioni, da conflitti. Stare al mondo vuol dire gestire la parte negativa, perché quella positiva ne siamo capaci tutti. Ma quella negativa io la posso imparare a gestire se me la fanno attraversare, non se mi sottraggono a qualsivoglia conseguenza delle mie azioni”. Ad ogni errore, inciampo o sbavatura di un figlio può porre rimedio solo il figlio stesso, un genitore può essere presenza, attesa, consiglio mentre cerca un modo per farlo, ma non può sostituirlo in questo processo, perché un vero genitore sostiene ma non sostituisce.
E tu, lettore che ci segui, secondo te quale dovrebbe essere il giusto equilibrio tra le due tipologie di genitori che ha descritto l'esperta ?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Perfettamente d'accordo! Ormai non si vede più un genitore veramente genitore neanche con il radar notturno! I figli sembrano una banda di deficienti, nel senso latino della parola, in preda all'egocentrismo patologico e all'abuso di modelli imposti dal mercato tecnologico e informatico. Non vedo soluzione a breve termine ahimè !
Sono d’accordo ma come insegnante , madre e nonna .. devo dire che manca una cornice importante sui consigli espressi con molta precisione ed anche competenza , manca l’amore che non e’ il dire sempre si o il proteggere i figli , manca lo strato dove se si cade c’e’ bisogno di non farsi male, manca li muro di gomma che dopo un brutto voto ti permette di non farti male .Non so se sono stata chiara , manca quell’ attenzione costante che oggi purtroppo viene meno perche siamo presi da mille pensieri , che non e’ protezione ma e’ un punto fermo che si respira dentro e fuori casa .
Basterebbe avere l'umiltà di ascoltare chi è preparato e parla con buonsenso, come Bruzzone, Andreoli, Crepet...
Bisogna avere figli prima di parlare