ITS Academy, il CSPI esprime parere unanime sulle modifiche agli indicatori per il monitoraggio dei percorsi formativi
Il parere del 22 ottobre propone di valorizzare la qualità occupazionale, la collaborazione con le università e la formazione sulla salute e sicurezza sul...

La qualità dei percorsi ITS Academy non si misura soltanto attraverso i risultati occupazionali, ma anche considerando il rapporto con le imprese e le università, l’attrattività della formazione e l’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Sono questi alcuni degli aspetti esaminati dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), che il 22 ottobre 2026 ha espresso all’unanimità il proprio parere sulle modifiche agli indicatori per il monitoraggio dei percorsi ITS Academy, formulando alcune proposte di aggiornamento.
A darne conto è la FLC CGIL, che richiama le osservazioni del Consiglio sui due allegati tecnici relativi al decreto ministeriale 30 novembre 2023, n. 228, e al decreto interministeriale 5 dicembre 2023, n. 235. Nel comunicato, il sindacato evidenzia innanzitutto le modifiche apportate alla struttura degli indicatori.
“Il parere reso evidenzia le modifiche alle tabelle precedenti in base alla quali le ‘famiglie’ di indicatori sono passate da cinque a sei e l'espunzione dell'indicatore ‘soddisfazione del percorso’, aumentando di conseguenza il punteggio degli esiti occupazionali da 35 a 40 punti”. La revisione attribuisce quindi un peso maggiore agli esiti occupazionali dei percorsi formativi. Su questo aspetto, il CSPI richiama però la necessità di valutare anche le caratteristiche dell'occupazione ottenuta dagli studenti.
“A tal proposito la proposta di modifica contenuta nel parere del CSPI contiene la richiesta di indagare le tipologie contrattuali tenendo conto della qualità occupazionale in uscita dai percorsi formativi”. Non soltanto il numero degli studenti che trovano lavoro, dunque, ma anche la tipologia dei contratti attraverso i quali avviene l'inserimento professionale. Un'altra osservazione riguarda il rapporto tra gli ITS Academy, il sistema produttivo e le università. Il CSPI prende in considerazione il peso attribuito alla partecipazione delle imprese nella progettazione dei percorsi, proponendo di valorizzare anche le attività realizzate in collaborazione con il sistema universitario.
“Considerata la valorizzazione in termini di punteggio circa la percentuale di imprese che hanno contribuito alla progettazione del percorso, il CSPI propone di inserire e valorizzare anche la quantità di ore svolte in collaborazione con le università e circa gli indicatori di attrattività considerare i percorsi formativi di provenienza”. L'osservazione riguarda quindi due aspetti: il riconoscimento delle ore di collaborazione con gli atenei e una valutazione dell'attrattività che tenga conto dei percorsi di studio dai quali provengono gli iscritti.
Il comunicato richiama inoltre l'attenzione sulla formazione in materia di salute e sicurezza, da inserire tra gli elementi considerati nella valutazione della didattica professionalizzante.
“In ultimo si segnala l'importanza, in relazione all'indicatore relativo alla Didattica professionalizzante, che rappresenta il tratto distintivo degli ITS Academy, di inserire la formazione sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. La proposta del CSPI punta così a riconoscere, nell'ambito del monitoraggio, anche il ruolo della preparazione alla sicurezza negli ambienti professionali.Nella parte conclusiva, la FLC CGIL richiama la propria posizione sul modello organizzativo degli ITS Academy, ribadendo alcune criticità già evidenziate dal sindacato.
“La FLC ha ripetutamente ribadito con forza gli elementi critici del modello ITS Academy non condividendo l'impianto ideologico che lo sostiene e segnalando il rischio di una frammentazione localistica della formazione”. Proprio alla luce di queste preoccupazioni, il sindacato esprime una valutazione favorevole rispetto alla presenza di strumenti nazionali di monitoraggio. “Ha pertanto valutato positivamente un impianto di monitoraggio nazionale”. Il parere del CSPI, approvato all'unanimità il 22 ottobre, pone quindi l'attenzione su diversi elementi della qualità formativa: dagli esiti occupazionali alle condizioni contrattuali, dal coinvolgimento delle università alla provenienza degli studenti, fino alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
di Claudio Castagna
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