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Fabio Volo: “Pensavo che mi stesse insegnando a fare il pane, le torte, i biscotti, in realtà mi stava insegnando come stare al mondo”. La lezione di mio padre

55 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Fabio Volo condivide le esperienze che lo hanno portato a dire: "Mio padre è stato davvero il mio maestro, ancora oggi scopro alcune cose che mi ha passato"

"All’epoca pensavo che mi stesse insegnando a fare il pane, le torte, i biscotti, in realtà mi stava insegnando come stare al mondo". Con queste parole Fabio Volo, scrittore e attore, ripercorre gli anni trascorsi a lavorare accanto al padre. Nel negozio c’erano il pane da infornare, le padelle da lavare, la sveglia da sentire al mattino. E un ragazzo che non sempre comprendeva le richieste di quell’uomo così rigoroso.

A volte accade anche a noi. Ricordiamo una frase dei nostri genitori, un richiamo che ci faceva arrabbiare, un gesto al quale non avevamo dato importanza. Poi cresciamo, ci troviamo davanti a una responsabilità e quel ricordo torna. Soltanto allora capiamo che cosa ci stavano insegnando. Volo racconta che seguire le indicazioni del padre gli sembrava sufficiente per essere un bravo lavoratore. Finché un giorno si sentì dire: "Non devi aspettare che sia io a dirti cosa fare, devi capirlo da solo. Non ti deve servire un poliziotto che ti controlla". Una richiesta che andava oltre il lavoro in negozio. Imparare ad accorgersi di ciò che serve, prendere un’iniziativa, fare la propria parte anche quando nessuno ci guarda: sono responsabilità che incontriamo in famiglia, a scuola, nel lavoro. E che nessuno può assumersi sempre al posto nostro.

Ma c’è un episodio, avvenuto quando aveva dieci anni, nel quale l’insegnamento del padre diventa ancora più concreto. Dopo la chiusura del negozio, i due andavano in banca a depositare l’incasso nella cassa continua. Quella sera fu il bambino a scendere dall’auto. Aprendo lo sportello, trovò un contenitore rimasto incastrato: dentro c’erano i soldi lasciati da qualcun altro. "L’ho aperto, era pieno di soldi, più di quelli che stavamo depositando noi".

Tornò dal padre felice. Sapeva quanto quel denaro avrebbe fatto comodo alla famiglia. Per lui era una fortuna inattesa, qualcosa di cui approfittare. Il padre guardò il contenitore per qualche secondo e gli disse: "Ributtalo dentro e assicurati che questa volta cada".

Il bambino domandò perché. La risposta fu semplice: "Perché non sono nostri". Non ci fu bisogno di un lungo discorso sull’onestà. C’erano dei soldi che avrebbero fatto comodo e un uomo che scelse di restituirli. Suo figlio lo stava guardando. È nei momenti in cui una scelta giusta ci costa qualcosa che l’esempio di un adulto acquista tutto il suo peso. Un bambino può ascoltarci mentre gli diciamo di rispettare gli altri. Ma osserva anche come ci comportiamo quando potremmo ottenere un vantaggio, quando sbagliamo, quando dobbiamo mantenere una promessa.

Volo ammette: "Per anni ho rimuginato su quel gesto, non ero pronto per coglierne l’insegnamento". Non tutto ciò che riceviamo da piccoli riusciamo a comprenderlo subito. Alcuni ricordi ci accompagnano a lungo prima di trovare un senso, magari quando siamo diventati genitori e ci domandiamo che cosa lasceremo ai nostri figli. "Non me l’ha insegnato con lunghi discorsi, l’ho imparato guardandolo e capendo quello che voleva da me".

Quel padre, attraverso il lavoro e le scelte quotidiane, gli aveva trasmesso il rispetto, la costanza e il senso del dovere. Oggi Volo lo riconosce: "Mio padre è stato davvero il mio maestro, ancora oggi scopro alcune cose che mi ha passato e di cui non mi ero mai accorto prima".

Forse anche noi custodiamo un ricordo così. Un gesto visto da bambini che sul momento ci ha deluso o fatto arrabbiare. E che, anni dopo, ci ha aiutato a scegliere chi volevamo essere.

Lettore che ci segui, c’è un insegnamento dei tuoi genitori che hai compreso soltanto diventando grande? Quale loro gesto porti ancora con te?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima. Ogni racconto può aiutare qualcuno a riconoscere il valore di ciò che ha ricevuto.


di Eugenio Piemontese

3 commenti


Emanuela Giustra
16 minuti fa

Spesso i miei genitori stavano seduti intorno a me e nel silenzio della quiete domestica, involontariamente mi conducevano a mettere la mia testolina, sulle gambe rannicchiate di mia madre, mentre lui organizzava il lavoro per il giorno dopo...ricordo e capisco!!!!

Il saper donare, senza pregiudizi e senza ritorno è un qualcosa che porto, di loro nel mio ❤️

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Antonia
34 minuti fa

Si io ho avuto una grande insegnante di vita. Anche se lo capisco solo ora che non ce piu.

Al momento mi infastidiva, mi correggeva sempre sulle cose.

Ora che ho 73 anni tutto mi ritorna in mente e la ringraziero per tutta ka mia vita pet gli esempi datami

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Antonia
32 minuti fa
Risposta a

Era la mia mamma

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