Bambini e schermi, proposta di legge in Senato: divieto di smartphone e tablet fino a tre anni (TESTO in PDF)
- La Redazione

- 2 giorni fa
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Il testo bipartisan nasce dagli allarmi della comunità scientifica sui ritardi cognitivi legati all'uso precoce della tecnologia. Non solo divieti: previsti anche...

È stata depositata a Palazzo Madama una proposta di legge che vieta l'uso di smartphone, tablet e altri dispositivi digitali come intrattenimento per i bambini sotto i tre anni. A promuoverla è la senatrice Simona Malpezzi, insieme alla Società Italiana di Pediatria e alla Fondazione Terre des Hommes Italia. Il provvedimento ha ottenuto un sostegno trasversale, con le firme di Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Alleanza Verdi Sinistra.
Alla base del testo ci sono evidenze scientifiche ormai consolidate. L'esposizione precoce a smartphone, tablet e televisione è collegata a ritardi nello sviluppo del linguaggio, alterazioni del sonno e difficoltà nella regolazione delle emozioni. Nei primi anni di vita, secondo gli studi citati, l'apprendimento dipende dall'interazione umana e non può essere sostituito dagli schermi.
Per questo motivo il provvedimento non si limita a introdurre divieti, ma costruisce un sistema di supporto alle famiglie fin dalla gravidanza. Nei corsi pre-parto e nei consultori saranno inseriti moduli specifici sui rischi del digitale. I pediatri di libera scelta dovranno valutare l'esposizione agli schermi durante i normali bilanci di salute dei bambini.
I piani di studio universitari di pediatria, ostetricia, scienze dell'educazione e servizio sociale verranno aggiornati con contenuti sulla neurobiologia dello sviluppo infantile.
Sul piano operativo, negli asili nido per la fascia zero-tre anni scatterà il divieto assoluto di utilizzare dispositivi digitali, per privilegiare gioco libero, movimento e relazione. Le uniche eccezioni riguarderanno esigenze sanitarie o di inclusione, purché documentate.
L'obbligo di informazione si estenderà anche fuori dalla scuola: ludoteche, ristoranti, centri sportivi e altri locali frequentati abitualmente da bambini piccoli dovranno esporre materiali informativi sui pericoli dell'esposizione precoce agli schermi.
Il Ministero della Salute dovrà adottare linee guida nazionali entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, fissando le regole per la fascia zero-tre anni e i tempi massimi di utilizzo della tecnologia per le età successive, fino ai diciotto anni. Per finanziare l'attuazione delle misure, il testo istituisce un fondo statale per la salute digitale dei minori, con una dotazione di 2 milioni di euro l'anno a partire dal 2026.
di Leandro Castagna
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