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Valditara contro i genitori "sindacalisti": i giovani non sono più abituati a sentirsi dire di no e reagiscono con rabbia quando è l'istituzione scolastica a imporre un limite

"Il Ministro dell'Istruzione denuncia la deriva narcisistica del web e l'atteggiamento delle famiglie, sempre pronte a giustificare i figli e a contestare i docenti..."

La costruzione dell'identità dei ragazzi non passa più attraverso la famiglia o la comunità, ma si è spostata su piattaforme digitali che premiano l'esibizione continua, l'esaltazione dell'io e il narcisismo. Di fronte a questa spettacolarizzazione perenne, il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 16 anni rappresenta ormai una necessità che non può più essere rimandata. È questa l'analisi dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulle pagine del quotidiano Libero.


Inquadra così la preoccupante deriva comportamentale degli adolescenti, che sfocia sempre più spesso in aggressioni e minacce fisiche nei confronti dei docenti, arrivando a comportamenti anche gravi. Il motivo di tale violenza, secondo il Ministro, risiede nell'incapacità dei giovani di accettare un rifiuto: non essendo più abituati a sentirsi dire di no nella vita quotidiana, reagiscono con rabbia quando è l'istituzione scolastica a imporre per la prima volta un limite.

Al centro del problema ci sono proprio le dinamiche familiari. Sebbene il nucleo domestico mantenga un ruolo assolutamente insostituibile e decisivo nella crescita dei ragazzi, l'atteggiamento moderno di molti padri e madri risulta controproducente.


Invece di collaborare con la scuola, dice il Ministro, troppi genitori si trasformano in veri e propri sindacalisti dei propri figli: li giustificano senza alcuna condizione, si oppongono alle decisioni degli insegnanti, ricorrono alle vie legali per contestare le valutazioni in pagella e arrivano a negare l'evidenza dei fatti pur di continuare a proteggerli a dismisura.

Un ultimo, fondamentale passaggio della riflessione è dedicato ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto giovani di seconda generazione.


Per il titolare del dicastero, la politica della semplice inclusione a tutti i costi perseguita negli scorsi anni ha mostrato i suoi limiti, e oggi la società si ritrova a pagarne le conseguenze. Sempre secondo il Ministro, la rotta deve essere invertita puntando su un'integrazione che sia reciproca e rigorosa, che abbia il coraggio di fissare regole non negoziabili nel pieno rispetto della cultura e delle radici italiane. La proposta è di concedere la cittadinanza solo se strettamente subordinata al percorso di formazione e alla reale adesione ai valori della Costituzione, con la possibilità di revocarla qualora si manifestino comportamenti del tutto incompatibili con i principi fondanti dello Stato.


di Leandro Castagna




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