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Studente frequenta tutte le 1056 ore senza assenze né ritardi, il CNDDU elogia la continuità educativa e il valore della presenza a scuola

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime apprezzamento per lo studente del Polo Tecnologico “Manetti Porciatti” di Grosseto che ha frequentato tutte le 1056 ore di lezione senza...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime il proprio vivo apprezzamento nei confronti dello studente Yassine Moutaouakil, della classe II E del Polo Tecnologico "Manetti Porciatti" di Grosseto, protagonista di un risultato che va ben oltre la dimensione statistica: aver frequentato tutte le 1056 ore di lezione previste nell'anno scolastico 2025-2026, senza registrare alcuna assenza, ritardo o uscita anticipata. Una testimonianza di straordinaria continuità educativa che ha suscitato l'attenzione della comunità scolastica e degli organi di informazione.


In un tempo caratterizzato da una crescente frammentazione delle esperienze giovanili, dall'indebolimento dei legami comunitari e da una diffusa difficoltà nel mantenere costanza negli impegni quotidiani, la vicenda di Yassine assume un significato profondamente educativo. Essa dimostra che la partecipazione alla vita scolastica non rappresenta un semplice adempimento amministrativo, bensì un esercizio quotidiano di responsabilità verso se stessi e verso la collettività.

La scuola, infatti, non è soltanto il luogo dell'acquisizione di conoscenze disciplinari; è lo spazio nel quale si costruiscono identità, si sperimentano relazioni significative, si apprendono il valore del tempo condiviso, il rispetto delle regole comuni e la capacità di perseverare negli obiettivi. La presenza quotidiana diviene così una forma concreta di appartenenza, un gesto silenzioso che alimenta il capitale sociale della comunità educativa.

Desideriamo rivolgere a Yassine un elogio sincero e convinto. Il suo comportamento non è espressione di una ricerca del primato personale, ma manifesta una qualità sempre più preziosa: la capacità di dare continuità alle proprie scelte, trasformando un impegno ordinario in un esempio straordinario. In una società spesso attratta dall'eccezionalità dell'evento, il suo percorso ricorda che la vera eccellenza nasce dalla fedeltà quotidiana ai propri doveri.

Il valore educativo di questa esperienza non consiste nell'ipotizzare modelli irraggiungibili né nel trasformare la frequenza perfetta in uno standard assoluto.



Ogni studente vive condizioni personali, familiari e sanitarie differenti che meritano rispetto e tutela. Proprio per questo il significato della storia di Yassine risiede nell'atteggiamento, non nel dato numerico: nella scelta consapevole di riconoscere la scuola come luogo da abitare con continuità, responsabilità e fiducia.

Il CNDDU auspica che episodi come questo trovino spazio nel dibattito pubblico con la stessa attenzione riservata alle emergenze educative. La scuola italiana ha bisogno di raccontare anche le esperienze positive, perché la narrazione del bene possiede una potente funzione formativa: rende visibili modelli di comportamento costruttivi, rafforza il senso di appartenenza e alimenta quella fiducia reciproca senza la quale nessun progetto educativo può dirsi realmente efficace.


La vicenda di Yassine invita inoltre a riflettere sul diritto all'istruzione nella sua dimensione più autentica. Un diritto diventa pienamente tale quando incontra la partecipazione attiva di chi lo esercita. Essere presenti significa riconoscere valore all'apprendimento, investire sul proprio futuro e contribuire, giorno dopo giorno, alla crescita della comunità scolastica.

Il Coordinamento rivolge infine un plauso al dirigente scolastico Angelo Costarella, ai docenti, al personale scolastico e alla famiglia dello studente, che hanno saputo creare un contesto educativo capace di sostenere un percorso di tale continuità.

L'alleanza tra scuola e famiglia rappresenta, oggi più che mai, uno degli strumenti più efficaci per promuovere il diritto all'istruzione, prevenire la dispersione scolastica e favorire la formazione di cittadini consapevoli, responsabili e partecipi della vita democratica.

La storia di Yassine Moutaouakil ci ricorda che educare significa anche dare valore ai gesti apparentemente ordinari, perché è nella forza della quotidianità che si costruiscono le personalità capaci di affrontare con responsabilità le sfide del futuro".

di La Redazione




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