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Morte di Edoardo Bartesaghi, il CNDDU: “La sicurezza stradale è un diritto umano e va educata fin dalla scuola”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime cordoglio per la scomparsa del diciottenne e invita a rafforzare...

La tragica morte del diciottenne Edoardo Bartesaghi, avvenuta lungo la Strada Statale 36, ha suscitato profondo dolore e riacceso il dibattito sul tema della sicurezza stradale e della prevenzione. Sulla vicenda interviene il CNDDU, che esprime cordoglio alla famiglia e richiama l’attenzione sul ruolo della scuola e delle istituzioni nella promozione della cultura della sicurezza e della tutela della vita. Di seguito il testo integrale del comunicato.


"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime il più profondo cordoglio ai familiari di Edoardo Bartesaghi, il diciottenne di Mandello del Lario tragicamente deceduto nella notte lungo la Strada Statale 36, nel tratto compreso tra l'Orsa e l'uscita di Abbadia Lariana.


Il pensiero del Coordinamento è rivolto anche ai suoi amici, alla comunità scolastica e a quanti oggi vivono il dolore di una perdita tanto improvvisa quanto inaccettabile.

Secondo le informazioni finora rese note dagli organi di informazione, e nel pieno rispetto delle indagini in corso affidate alla Polizia Stradale, il giovane sarebbe stato investito mentre spingeva la propria motocicletta rimasta in panne lungo la carreggiata. Saranno gli accertamenti degli inquirenti a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.


Dinanzi a tragedie come questa, tuttavia, emerge con forza una questione che trascende il singolo episodio di cronaca. La sicurezza della persona nello spazio pubblico costituisce una delle espressioni più concrete del diritto alla vita e all'integrità fisica, principi riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalle principali Carte internazionali dei diritti umani. Ogni perdita umana sulle nostre strade rappresenta il segnale di una vulnerabilità che riguarda l'intera società e che richiede una riflessione capace di andare oltre l'emozione del momento.


La sicurezza stradale non può essere relegata esclusivamente alla dimensione tecnica delle infrastrutture o all'applicazione delle norme del Codice della strada. Essa appartiene pienamente all'educazione ai diritti umani, poiché richiama il valore della responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, il rispetto delle regole come tutela della vita comune e la consapevolezza che ogni comportamento individuale produce conseguenze sull'intera collettività.

Per questa ragione il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova l'invito affinché le istituzioni scolastiche consolidino percorsi permanenti di educazione alla sicurezza stradale, integrandoli con l'Educazione civica e con l'insegnamento dei diritti umani.


Non si tratta soltanto di trasmettere conoscenze normative, ma di formare cittadini capaci di assumere decisioni responsabili, di valutare il rischio, di sviluppare empatia e di comprendere che il rispetto della vita altrui costituisce il fondamento stesso della convivenza democratica.

È altrettanto necessario che le istituzioni continuino a investire nella sicurezza delle infrastrutture viarie, nell'efficienza dei sistemi di assistenza in caso di emergenza e nell'individuazione delle criticità presenti lungo le arterie ad alta percorrenza, affinché la tutela della persona non rimanga un principio astratto ma trovi concreta attuazione nelle politiche pubbliche.


La morte di un ragazzo di diciotto anni non può essere archiviata come una tragica fatalità destinata ad alimentare, per pochi giorni, il flusso della cronaca. Ogni giovane vita spezzata sottrae alla società energie, intelligenze, relazioni, futuro. È proprio questa consapevolezza che deve orientare le scelte educative e istituzionali: non limitarsi a registrare le conseguenze degli eventi, ma interrogarsi sulle condizioni culturali, organizzative e sociali che rendono possibile prevenirli.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che la scuola abbia il dovere di trasformare anche il dolore collettivo in occasione di crescita civile. Educare ai diritti umani significa infatti educare al valore concreto della vita, alla responsabilità reciproca e alla consapevolezza che la libertà di ciascuno trova il proprio limite nella tutela dell'incolumità dell'altro. È questa la sfida educativa che il nostro Paese è chiamato ad affrontare con continuità, rigore e lungimiranza, affinché il diritto alla sicurezza non resti un'enunciazione di principio, ma diventi una responsabilità realmente condivisa".

di La Redazione




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