Morte di Marian Jasik, il ricordo di uno studente modello rilancia l’impegno per la sicurezza stradale e la responsabilità educativa
- La Redazione
- 8 ore fa
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La tragica scomparsa del giovane diplomato del Liceo "Galileo Ferraris" di Varese richiama il valore della prevenzione, della sicurezza stradale e del ruolo della scuola nel formare cittadini consapevoli e...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Marian Jasik, il giovane studente del Liceo Scientifico "Galileo Ferraris" di Varese, morto in seguito alle gravissime ferite riportate nell'incidente stradale avvenuto nella notte sul lungomare di Barcola, a Trieste.
Mentre gli organi competenti stanno ricostruendo con il massimo rigore la dinamica dei fatti, il nostro pensiero si rivolge anzitutto ai familiari, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutta la comunità educante che oggi vive un dolore tanto improvviso quanto difficile da elaborare.
Le parole del dirigente scolastico delineano il ritratto di uno studente che aveva saputo distinguersi non soltanto per gli eccellenti risultati conseguiti, culminati nel diploma con il punteggio più alto della sua classe, ma soprattutto per la serietà, l'equilibrio e la qualità del suo percorso personale.
Marian apparteneva a quella schiera silenziosa di giovani che costruiscono il proprio futuro con impegno quotidiano, senza clamore, affidando allo studio, alla costanza e al senso di responsabilità il compito di trasformare le aspirazioni in opportunità concrete.
È proprio questa dimensione a rendere ancora più dolorosa la sua perdita. Quando viene spezzata la vita di un ragazzo che aveva appena concluso con successo il proprio cammino scolastico e si preparava ad affrontare quello universitario, non si interrompe soltanto una vicenda individuale.
Si interrompe un percorso di crescita che rappresentava una risorsa per l'intera collettività. Ogni giovane che investe nella propria formazione contribuisce infatti a costruire il capitale culturale, scientifico e civile del Paese. La scuola accompagna questi percorsi con dedizione, ma è la società nel suo insieme che ha il dovere di garantire le condizioni perché possano svilupparsi pienamente.
La tragedia di Trieste richiama inevitabilmente il tema della sicurezza stradale, rispetto al quale il legislatore è recentemente intervenuto rafforzando il quadro normativo attraverso la Legge 25 novembre 2024, n. 177, che ha modificato numerose disposizioni del Codice della Strada con l'obiettivo di contrastare i comportamenti più pericolosi alla guida e accrescere la tutela dell'incolumità pubblica. Le norme, tuttavia, rappresentano soltanto uno degli strumenti a disposizione delle istituzioni. Nessun intervento legislativo potrà produrre risultati duraturi senza una parallela crescita della cultura della prevenzione e della responsabilità personale.
Per questa ragione il CNDDU ritiene che la scuola debba continuare a promuovere percorsi di educazione alla cittadinanza che non si limitino alla conoscenza delle regole, ma aiutino gli studenti a comprenderne il significato profondo. Il rispetto delle norme non può essere percepito come un semplice adempimento formale: esso costituisce l'espressione concreta della consapevolezza che ogni scelta individuale produce effetti sulla vita degli altri. Educare alla prudenza significa educare al senso del limite, alla capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni e alla cura dello spazio pubblico come luogo di convivenza e di reciproco rispetto.
La morte di Marian invita anche a una riflessione più ampia sul modo in cui il nostro Paese guarda ai propri giovani. Troppo spesso ci accorgiamo del loro valore quando un evento tragico ce li sottrae. Eppure il patrimonio più prezioso di una comunità non è costituito esclusivamente dalle infrastrutture, dalle tecnologie o dagli indicatori economici, ma dalle intelligenze, dai talenti e dalle speranze che ogni nuova generazione porta con sé.
Proteggere questo patrimonio significa investire con convinzione nell'educazione, nella prevenzione, nella sicurezza e nella costruzione di una cultura della responsabilità che coinvolga istituzioni, famiglie e società civile.
Il ricordo di Marian non può esaurirsi nel legittimo cordoglio di questi giorni. La testimonianza del suo impegno scolastico e della sua maturità rappresenta un richiamo forte alla responsabilità collettiva. Ogni giovane che cresce con dedizione, curiosità intellettuale e fiducia nel futuro merita una comunità capace di custodire quel progetto di vita con la stessa cura con cui la scuola lo accompagna ogni giorno. È questa la forma più autentica di memoria: trasformare il dolore in un impegno concreto affinché il futuro dei nostri studenti non sia affidato al caso, ma alla responsabilità condivisa di un'intera comunità educante".
di La Redazione
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