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Stipendio docenti e ATA visibile su NoiPA, perché molti segnalano una riduzione di circa 130 euro a marzo?

Con l’importo di marzo visibile su NoiPA, molti docenti e ATA confrontano il cedolino con febbraio e notano una differenza: ecco perché non si tratta di un taglio allo stipendio


L’importo dello stipendio di marzo 2026 è ormai visibile per docenti e ATA nell’area riservata di NoiPA.

Il caricamento, come avviene di consueto, procede a scaglioni, ma in queste ore la maggior parte del personale a tempo indeterminato e con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto 2026 può già consultare il proprio importo.

Con la visione del cedolino, però, stanno emergendo anche dubbi e preoccupazioni, soprattutto da parte di chi nota una differenza evidente rispetto allo stipendio di febbraio.

A seguire la domanda di una docente, e che in molti si stanno ponendo:

"A febbraio lo stipendio era più alto, a marzo mi ritrovo circa 130 euro in meno. È un errore? Mi hanno tolto qualcosa?"


La sensazione è comprensibile. Confrontare due mensilità diverse, senza conoscere nel dettaglio le voci che le compongono, può dare l’idea di una perdita improvvisa. Ma la risposta è rassicurante. Infatti non si tratta di un errore, né di un taglio allo stipendio. La riduzione di circa 130 euro è l’effetto normale e previsto di ciò che è accaduto tra febbraio e marzo.

A febbraio docenti e ATA hanno ricevuto una voce straordinaria, l’una tantum di 111,70 euro, legata al contratto. Dopo la trattenuta previdenziale del 9,15%, l’importo netto effettivo dell'aumento è stato pari a 101,48 euro. Quella somma ha reso lo stipendio di febbraio più alto del normale, ma solo per un mese. A marzo, invece, succedono due cose insieme: l’una tantum non è più presente, perché era una voce eccezionale; tornano le addizionali regionali e comunali, che ogni anno ripartono proprio da questa mensilità e incidono sul netto. 


La combinazione di questi due fattori spiega perfettamente la differenza: circa 100 euro in meno per l'assenza dell’una tantum, più 25–40 euro di trattenute locali, variabili in base a Regione e Comune. Ecco perché il confronto con febbraio porta a vedere circa 130 euro in meno, senza che sia cambiato nulla nello stipendio base.

In altre parole, marzo non è più basso del dovuto: è febbraio che era più alto del normale. Capire come funziona il cedolino aiuta a leggere questi passaggi con maggiore serenità e a evitare inutili allarmismi.

In questo caso, non c’è nessuna penalizzazione: solo il ritorno a una mensilità ordinaria dopo una voce straordinaria.


di LA REDAZIONE





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