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Sostegno, addio TFA? In arrivo il Piano disabilità 2026 e le SSSDIS: ecco come potrebbe cambiare la formazione dei docenti

Il nuovo provvedimento programmatico traccia la transizione dai cicli autorizzativi periodici a un modello universitario permanente.

La transizione verso un nuovo modello di qualificazione per l'inclusione scolastica richiederà tre passaggi normativi e operativi fondamentali. In primo luogo, la promulgazione di una legge specifica che istituisca le nuove Scuole di specializzazione per il sostegno didattico e per l’inclusione scolastica (indicate con l'acronimo SSSDIS); in secondo luogo, l'attivazione di tali percorsi presso gli atenei già autorizzati a erogare corsi di specializzazione sul sostegno.


Infine, il Ministero dovrà emanare appositi regolamenti per disciplinare la frequenza dei corsi, stabilendo parametri rigorosi per garantire l'alta qualità dell'apprendimento, con particolare attenzione al numero massimo di partecipanti ammessi alle lezioni e ai laboratori e a un adeguato rapporto numerico tra docenti e corsisti.

Una delle innovazioni più rilevanti del progetto risiede nell'ampliamento della platea dei destinatari. La prospettiva delineata è quella di creare nuovi punti di riferimento per la formazione, sia iniziale che in servizio.


Il sistema prevede infatti il coinvolgimento dell'intera comunità scolastica: i percorsi di alta formazione, articolati anche attraverso master universitari di primo e secondo livello, saranno rivolti ai docenti curricolari, alle figure educative, ai dirigenti scolastici e al personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA).

Con questo nuovo sistema si punta ad abbandonare la logica dell'emergenza, superando l'attuale impianto basato su cicli autorizzativi periodici e discontinui, introducendo procedure più snelle per formare docenti specializzati in modo continuativo. Tali figure potranno successivamente essere immesse in ruolo in base alle autorizzazioni alle assunzioni stabilite dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM).


Resta tuttavia un nodo politico e tecnico da sciogliere: il documento programmatico sancisce la necessità di queste nuove scuole di specializzazione, ma non chiarisce ancora se le SSSDIS andranno a sostituire integralmente l'attuale modello del TFA sostegno, se lo affiancheranno in una fase transitoria o se ne costituiranno la naturale evoluzione giuridica.

Tutte queste direttive strategiche sono contenute nella quarta area (dedicata a Istruzione, Università e Formazione) del Terzo Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.


Il provvedimento è stato adottato con il Decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026, la cui pubblicazione è avvenuta nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio. L'efficacia e il reale successo di questo impianto riformatore verranno misurati attraverso indicatori concreti e verificabili: l'effettiva approvazione della legge istitutiva e il calcolo numerico delle Scuole di Specializzazione che verranno attivate negli atenei


Adozione del piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.

di Leandro Castagna




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