Scuola a ottobre per il troppo caldo? Il CNDDU: “Spostare l’avvio delle lezioni significa rinviare il problema”
- La Redazione

- 2 ore fa
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Il Coordinamento interviene nel dibattito sul calendario scolastico: le temperature nelle aule sono un problema reale, ma la risposta va cercata negli edifici e non soltanto nelle date

Posticipare l'inizio delle lezioni al 1° ottobre per evitare di riportare studenti e docenti in aule troppo calde? Il problema delle temperature negli edifici scolastici esiste, ma spostare la prima campanella di qualche settimana rischia di essere una soluzione soltanto apparente. È la posizione del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che interviene nel dibattito aperto in questi giorni sull'ipotesi di modificare il calendario scolastico.
Il punto di partenza non è negare ciò che accade nelle scuole. Al contrario, il CNDDU riconosce che il caldo nelle aule è diventato un problema concreto. Contesta però l'idea che possa essere affrontato semplicemente facendo iniziare più tardi le lezioni. “Il problema è concreto, ma la modifica generalizzata del calendario appare una risposta debole rispetto alla natura della questione. Spostare l’avvio delle lezioni significa infatti rinviare il problema senza risolverlo, considerato che temperature elevate interessano ormai anche maggio e giugno.” Ed è proprio qui che cambia la prospettiva. Se il caldo non riguarda più soltanto i primi giorni di settembre, spostare l'apertura delle scuole non impedirebbe di ritrovarsi nelle stesse condizioni alla fine dell'anno scolastico.
C'è poi il nodo del calendario. L'articolo 74 del D.Lgs. 297/1994 prevede almeno 200 giorni destinati alle lezioni e la definizione dei calendari coinvolge le competenze delle Regioni. Un rinvio generalizzato avrebbe inoltre ripercussioni sull'organizzazione degli istituti, sui trasporti, sui servizi degli enti locali e inevitabilmente sulle famiglie.
Ma per il Coordinamento la vera questione è un'altra: gli edifici scolastici sono ancora adeguati al clima nel quale oggi devono essere utilizzati?
Molte strutture sono state progettate in condizioni climatiche differenti da quelle attuali. Il problema non riguarda quindi soltanto la presenza o meno dei condizionatori. Prima ancora possono essere necessari interventi sugli impianti elettrici, sull'isolamento, sulla ventilazione e sull'efficienza energetica.
Anche su questo il CNDDU mette in guardia dalle soluzioni immediate: “Installare apparecchiature senza una valutazione tecnica complessiva rischierebbe di aumentare consumi, costi di gestione e manutenzione senza correggere le inefficienze strutturali.”
La proposta è quindi quella di utilizzare le risorse pubbliche per un programma pluriennale di riqualificazione energetica e adattamento climatico degli edifici scolastici, individuando prima le strutture nelle condizioni peggiori e stabilendo le priorità degli interventi.
Di fronte a ondate di calore eccezionali, il Coordinamento non esclude misure temporanee, compresa una diversa organizzazione degli orari. Ma dovrebbero rimanere risposte circoscritte all'emergenza, senza sostituire gli interventi strutturali.
Ed è nel passaggio conclusivo del comunicato che la posizione viene sintetizzata con maggiore efficacia: “La discussione sul 1° ottobre pone dunque una questione più seria della scelta di una data: stabilire se si intenda continuare ad adattare il calendario alle carenze degli immobili oppure adeguare finalmente gli immobili alle condizioni nelle quali la scuola deve funzionare.”
Perché rinviare la prima campanella può evitare qualche giornata particolarmente calda. Ma quando arriveranno maggio e giugno, quelle stesse aule saranno ancora lì.
di La Redazione
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