Schettini: "Un bambino di 8 anni deve disegnare, colorare, immaginare, parlare e suonare uno strumento. Oggi la rete per i più piccoli è diventata un pericolo"
- La Redazione

- 11 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 20 gen
Perché l’accesso precoce a smartphone e Internet sta cambiando il cervello, l’attenzione e la crescita emotiva dei bambini secondo Schettini...

Negli ultimi anni l’infanzia è cambiata più in fretta di quanto gli adulti riescano a capire. Bambini sempre più piccoli passano ore davanti a uno schermo, spesso in silenzio, isolati, immobili. Non è solo una questione di tecnologia, ma di tempo sottratto al gioco, alla noia creativa, all’immaginazione.
L'uso smisurato di telefoni cellulari e di tablet da parte dei bambini rischia di produrre effetti deleteri proprio sulla salute dei più piccoli. Una sovraesposizione agli schermi, infatti, così come evidenziato dai pediatri, determina disturbi comportamentali e dell'apprendimento. Gli adolescenti, addirittura, a causa di un utilizzo massiccio di social network e videogiochi, finiscono con l'esserne completamente dipendenti.
Spesso sono proprio i genitori che utilizzano impropriamente tali device per distrarre i loro bambini quando sono ancora piccolissimi oppure nel caso in cui non riescano a gestire bene la loro vivacità. Ciò però può determinare problemi cognitivi: i bambini di circa un anno spesso imparano prima ad utilizzare lo smartphone e poi a parlare. Inoltre aumentano i casi di miopia infantile e sono sempre più frequenti i disturbi del sonno nei piccolissimi.
A tal fine il Professore di Fisica, Vincenzo Schettini, esprime il suo pensiero in merito in tal modo:
"Non è possibile che un bambino acceda alla rete ad 8 anni, non è possibile. È la putrefazione mentale. Un bambino di 8 anni deve disegnare, deve colorare, deve immaginare, deve parlare, deve suonare uno strumento, mettetegli uno strumento in mano. Vorrei un padre che vi dica: 'Le regole sono queste. Il cellulare tu fino a 16 anni non ce l'hai. Io sono tuo padre, un giorno mi ringrazierai; adesso mi odi ma un giorno mi ringrazierai e capirai quello che ho deciso per te perché io sono tuo padre".
Quando mio padre mi diceva: 'Il televisore si spegne quando noi mangiamo a tavola", io mi incazzavo, litigavo con mio padre, perché dicevo: 'Io voglio vedere la televisione', e lui diceva: 'No, io sono tuo padre e mi devi ascoltare!'. Vi prego lo dobbiamo fare per il bene dei figli. Noi vi vogliamo salvare".
Con tali significative parole Vincenzo Schettini vuole esprimere tutta la sua indignazione nel constatare che bambini di soli 8 anni accedono alla rete internet liberamente attraverso i propri telefoni cellulari.
Ecco allora l'importanza di genitori presenti che, in qualità di educatori, sappiano crescere i propri figli consapevolmente e responsabilmente, permettendo loro di giocare all'aria aperta, di disegnare, di suonare uno strumento, limitando fortemente l'utilizzo di telefoni cellulari in una fase così delicata della vita. Bisogna dialogare con i propri figli, supportandoli ed accompagnandoli lungo il cammino, permettono loro di riscoprire la bellezza delle passioni e delle ambizioni, stimolando la loro creatività ed immaginazione, senza mai trascurarli e soprattutto limitando l'uso di dispositivi digitali che possono produrre effetti deleteri nell'ambito del loro processo formativo e di crescita. Non si tratta di essere contro la tecnologia, ma di guardare in faccia quello che sta succedendo ai nostri figli: bambini sempre più soli, sedati dagli schermi, privati del gioco, dell’immaginazione e del tempo per crescere davvero.
di VALENTINA TROPEA






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Xchè ci erano strette le regole di casa