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Lucangeli: "Ti parlano in tanti, ma pochi ti vedono davvero". Dove nasce l’amore quando qualcuno ti guarda davvero

Aggiornamento: 13 gen

“A volte non servono discorsi o spiegazioni: bastano poche parole e uno sguardo autentico per far sentire qualcuno finalmente visto, accolto e meno solo in mezzo agli altri.”

Non solo parole, non solo frasi sterili ma vere e proprie emozioni che emergono quando si innesca un meccanismo di ascolto sincero e profondo. Questo è il risultato degli interventi della psicologa e docente di psicologia dello sviluppo Daniela Lucangeli, le sue parole sono la carezza gentile che tutti vorremmo e dovremmo adoperare nella vita, e la lettera di Silvia, sua spettatrice, ne è la dimostrazione.

A tal proposito Lucangeli afferma: “ sono commossa perché Silvia mi ha scritto così: “Buongiorno professoressa, ieri ero in seconda fila al teatro a Milano, la sono venuta ad ascoltare e non le dico altro. Le scrivo solo per farle sapere che, pur in mezzo a centinaia di persone, io, Silvia mi sono sentita vista e ascoltata con gratitudine”. Immaginate quanto spazio divideva Silvia e l’esperta, eppure questo non ha impedito alle parole di arrivare a destinazione, di colpire la parte più profonda di Silvia, di arrivare lì, in quell’esatto punto delle nostre fragilità dove tutti noi chiediamo maggiore attenzione.

“Per me parlare davanti a tutti e tutti che mi ascoltano è un grande gesto di amore, vuol dire: ti presto gli occhi miei, prendili per un attimo, per vedere quanto sei importante tu, quanto sei importante per tutti”, dunque, l’obiettivo di Daniela Lucangeli nei suoi interventi è quello di far arrivare ad ognuno l’importanza che ha per sé stesso e per la comunità.

L’importanza di sentire le proprie emozioni, di dare loro una priorità, perché senza di queste l’uomo diventa passivo, proprio come una pianta alla quale dimentichiamo di dare acqua. Siamo noi la nostra acqua, ma anche l’acqua di chi ci sta attorno, è compito di ognuno creare un terreno fertile, nel quale nessuno ha paura di ammettere le proprie fragilità, i proprio timori e le proprie paure.

Le nostre parole, il nostro sguardo hanno già tutto il necessario di cui un’altra persona ha bisogno per sentirsi accolto dove avviene un vero e proprio scambio di energie positive, infatti, l’esperta conclude: “Se lì in mezzo a tutti quanti ti sei sentita vista, io non ho modificato invano la potenza di amore che lo sguardo deve avere”. Questo è solo un esempio di come possiamo migliorare il nostro modo di vivere. Nelle giornate che faticosamente portiamo avanti siamo tutti un po’ Silvia desiderosi di ascolto, comprensione e gentilezza. Allo stesso modo dovremmo essere tutti un po' come la professoressa desiderosi di ascoltare, di incarnare le emozioni, di farci carico dei pensieri e vulnerabilità dell’altro, per distribuire in maniera più equa il peso della vita, così facendo nessuno viene schiacciato. 



di NATALIA SESSA

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