Riforma degli Istituti Tecnici, FLC CGIL presenta emendamenti al DL 144/2022 e chiede interventi immediati per organici, offerta formativa e unitarietà del sistema
- La Redazione

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La FLC CGIL propone modifiche alla riforma degli Istituti Tecnici, chiedendo il rinvio di un anno dell’attuazione, la salvaguardia degli organici, il mantenimento dell’impianto...

"In data 3 maggio 2026, la FLC CGIL ha predisposto alcune proposte di emendamenti al Decreto legge 144 del 23 settembre 2022, al fine di agire tempestivamente sulla Riforma degli Istituti Tecnici, un provvedimento dalle pesanti ricadute occupazionali e soprattutto con una evidente diminuzione del valore formativo generale, ma anche unitario e nazionale, del segmento di istruzione secondario di II grado.
Nelle scorse settimane, oltre a proclamare lo sciopero del 7 maggio e le successive azioni di mobilitazione che stanno impegnando la categoria, la FLC CGIL ha indirizzato ai capigruppo parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati una urgente richiesta di incontro e, successivamente, ha predisposto emendamenti al Decreto-legge 144 del 23 settembre 2022, che ha introdotto modifiche ordinamentali agli istituti tecnici.
Con la modifica del comma 1 dell’articolo 26-bis, la FLC CGIL propone lo slittamento di un anno della riforma, in vista di un radicale ripensamento. Infatti, al primo di settembre, le scuole si troveranno a dover affrontare un cambiamento strutturale di ampia portata che ha trasformato il quadro ordinamentale tra la fase delle iscrizioni (gennaio 2026) e l’effettivo avvio delle lezioni (settembre 2026). A ciò si aggiungono tempi di attuazione del tutto incompatibili con la complessità della riforma, che hanno determinato disorientamento negli organi collegiali, tensioni organizzative e un diffuso senso di incertezza tra il personale scolastico.
Inoltre, si propongono modifiche relative all’ALLEGATO 2-ter (articolo 26-bis, comma 1). Tra le proposte, l’eliminazione della flessibilità introdotta dal provvedimento, “comprensiva di una eventuale area territoriale”. L’emendamento della FLC CGIL intende mantenere l’impianto nazionale unitario degli istituti tecnici evitandone la frammentazione, che rischia di spianare la strada a una piena regionalizzazione, compromettendo l’unitarietà del sistema di istruzione, creando percorsi legati unicamente al contesto economico locale.
La FLC CGIL propone di introdurre il vincolo del mantenimento degli organici, di non procedere all’accorpamento tra gli insegnamenti e di salvaguardare la composizione oraria delle singole discipline. La riduzione del monte ore complessivo si traduce inevitabilmente in una perdita di posti di lavoro e la contrazione delle ore disciplinari, che coinvolge i saperi di base e anche discipline tecniche e professionalizzanti, con il serio rischio di impoverire l’offerta formativa e la funzione educativa complessiva degli istituti tecnici.
Tra le proposte principali, la FLC CGIL ha chiesto di eliminare la possibilità di avviare la Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO) a partire dalla seconda classe del primo biennio ed evitare l’orientamento precoce, prima dell’acquisizione di solide basi culturali e di cittadinanza. È necessario rifiutare un’idea di istruzione focalizzata esclusivamente sullo sviluppo di “competenze tecnico-operative” utili nell’immediato alle aziende. L’obiettivo della scuola, alla luce del mandato costituzionale, dovrebbe restare la crescita integrale della persona e non l’avviamento immediato al lavoro.
Per la FLC CGIL non sono sufficienti gli interventi parziali e limitati esclusivamente al prossimo anno scolastico, perché non risolutivi del danno complessivamente arrecato all’istruzione tecnica da una riforma non richiesta e non necessaria. Senza interventi strutturali, saremmo semplicemente di fronte a misure di contenimento e di riduzione parziale del danno".
di La Redazione




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