Proteste nelle scuole, Valditara: “Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”. La replica sui finanziamenti
Valditara richiama gli aumenti previsti dalle ultime leggi di Bilancio e respinge l’accusa di aver sottratto fondi alla scuola per finanziare le spese militari...

“Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni in alcune scuole italiane non ha un fondamento razionale”. Giuseppe Valditara risponde alle contestazioni studentesche con un video pubblicato il 22 ottobre, nel quale respinge le accuse di aver ridotto i finanziamenti all’istruzione e di aver sottratto risorse alla scuola per destinarle alle spese militari.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito apre il suo intervento riconoscendo il valore del confronto e richiamando il ruolo delle rappresentanze degli studenti: "Il confronto in democrazia è fondamentale, ed è per questo che, da quando mi sono insediato, ho voluto valorizzare le consulte studentesche, perché sono autenticamente rappresentative di tutti gli studenti italiani".
Le risorse nelle ultime leggi di Bilancio
“Innanzitutto è falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla scuola durante questi quattro anni”, afferma il ministro. A sostegno della sua posizione richiama le ultime due manovre: “Ricordo che nella legge di bilancio di due anni fa ci fu un aumento del 9% delle risorse complessivamente destinate alla scuola; nella scorsa legge di bilancio l’aumento fu dell’1,7%”.
Il dato relativo al 2026 trova riscontro nel dossier parlamentare sulla legge di Bilancio, che indica per il Ministero dell’Istruzione e del Merito un incremento di circa 986 milioni di euro rispetto alla legge di Bilancio 2025, pari all’1,7%. Si tratta dell’andamento complessivo delle risorse del Ministero, all’interno del quale le singole voci possono registrare variazioni differenti.
La risposta sulle spese militari
Valditara respinge anche l’accusa di aver finanziato la difesa sottraendo risorse all’istruzione: “È altrettanto falso che siano state tagliate risorse alla scuola per destinarle alla difesa, per destinarle alle armi”.
Il ministro richiama la possibilità, prevista dalle regole europee, di derogare ai vincoli di bilancio per sostenere determinate spese. Il meccanismo consente agli Stati di discostarsi temporaneamente dai percorsi di spesa concordati, entro limiti e condizioni stabiliti: concede quindi maggiore flessibilità ai bilanci nazionali, anziché assegnare un finanziamento europeo liberamente utilizzabile.
Il Consiglio dell’UE distingue questa possibilità dagli strumenti di prestito per gli investimenti militari, come SAFE.
È a questa deroga che il ministro si riferisce quando afferma: “Quindi queste risorse non potrebbero essere in alcun modo destinate alla scuola e non sono state in alcun modo sottratte alla scuola”.
La richiesta rivolta agli studenti resta quella di discutere attraverso le sedi di rappresentanza: “Confrontiamoci, discutiamo, come sto facendo con le consulte studentesche, ma partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.
di Leandro Castagna
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