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Posizioni economiche ATA: verso l’estensione delle prove suppletive ai casi gravi documentati. In arrivo indicazioni del Ministero agli USR

Dopo le richieste sindacali, possibile apertura del Ministero a sessioni suppletive anche per impedimenti seri e certificati diversi da gravidanza e allattamento. Attese istruzioni operative per gli Uffici Regionali Scolastici (USR)


In questi giorni il personale ATA è chiamato a un passaggio decisivo del percorso avviato nei mesi scorsi per il riconoscimento delle posizioni economiche previste dalla normativa vigente. Si tratta della prova conclusiva della procedura disciplinata dal decreto ministeriale 12 luglio 2024, n. 140, attuata secondo le indicazioni fornite dalla nota n. 2151 del 28 gennaio 2026 del Ministero dell’Istruzione e del Merito.


Come si svolge la prova

Le prove hanno preso il via ieri e proseguiranno fino al 27 febbraio. L’esame finale si svolge in modalità digitale, attraverso postazioni informatiche predisposte nelle sedi individuate dagli Uffici Scolastici Regionali nella provincia di servizio dei candidati.

La prova rappresenta l’ultimo step di un percorso che punta a valorizzare competenze e responsabilità del personale ATA, con ricadute sia sul piano professionale sia su quello economico. La nota ministeriale chiarisce nel rispetto le modalità di convocazione, le istruzioni operative e gli aspetti organizzativi che gli ammessi devono rispettare.


Il quadro normativo di riferimento

Per quanto riguarda eventuali situazioni particolari, il Ministero richiama la disciplina generale delle procedure concorsuali, con riferimento all’articolo 7, comma 7, del Decreto del Presidente della Repubblica 487/1994, che regola anche la possibilità di organizzare prove suppletive in casi specifici.


Al momento, l’amministrazione ha previsto esplicitamente una sessione alternativa esclusivamente per le candidate in stato di gravidanza o nel periodo di allattamento che, per motivi certificati, non possano sostenere la prova nella data assegnata. In tali circostanze, è necessario presentare richiesta all’Ufficio Scolastico Regionale competente almeno dieci giorni prima dell’avvio delle prove, allegando adeguata documentazione sanitaria.


Il tema delle prove suppletive oltre i casi di maternità

Proprio su questo punto si è aperto un confronto. Diverse segnalazioni hanno evidenziato la presenza di impedimenti seri e documentabili, diversi dalla maternità, che potrebbero precludere la partecipazione alla prova nelle date fissate.


Le organizzazioni sindacali hanno quindi sollecitato un chiarimento interpretativo e applicativo affinché la possibilità di una sessione suppletiva venga estesa anche ad altre situazioni oggettive e comprovate. La richiesta si fonda sul principio di parità di accesso e sulla necessità di evitare che cause di forza maggiore determinino l’esclusione dalla procedura, con la conseguente perdita di un’opportunità di crescita professionale ed economica.

In attesa di ulteriori indicazioni ufficiali, restano valide le disposizioni attualmente pubblicate dal Ministero, che costituiscono il riferimento formale per lo svolgimento della prova finale e per la gestione delle richieste di sessione suppletiva.



di CLAUDIO CASTAGNA





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