Percorsi tattili rovinati nelle stazioni: riflettori sul caso di Grosseto, ma quanto è diffuso il problema?
Il caso di Grosseto riporta l’attenzione sulla manutenzione dei dispositivi che aiutano ciechi e ipovedenti a orientarsi negli spazi ferroviari...

Per una persona cieca o ipovedente, gli elementi sconnessi o deteriorati possono rendere meno riconoscibile il percorso e aumentare le difficoltà negli spostamenti, soprattutto in luoghi complessi come le stazioni. I percorsi tattili sono progettati per fornire indicazioni direzionali e segnali di attenzione attraverso superfici percepibili con il bastone o con i piedi. Nei documenti tecnici dedicati alle stazioni ferroviarie, Rete Ferroviaria Italiana indica proprio il sistema LOGES come strumento per favorire un movimento più autonomo e sicuro delle persone con disabilità visiva.
La loro efficacia dipende però dalla continuità del tracciato, dall’integrità della superficie e dalla corretta connessione tra i diversi punti dell’itinerario. Per questo la manutenzione fa parte della stessa funzione di accessibilità; perché un percorso installato - ma non più leggibile - non può più svolgere il compito per cui è stato realizzato.
Il caso della stazione di Grosseto
A Grosseto il CNDDU ha richiamato l’attenzione sulla segnalazione del Garante per la Disabilità del Comune, Diego Montani, relativa alla pavimentazione e ai dispositivi tattili nell’area di accesso alla stazione.
Il percorso, realizzato da RFI nel 2017, era già stato oggetto di un sopralluogo nel gennaio 2019, al quale avevano partecipato rappresentanti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dell’amministrazione comunale e alcuni tecnici.
Il ripetersi delle segnalazioni pone quindi una domanda sulla manutenzione dell’intero itinerario: il deterioramento riguarda soltanto alcuni punti oppure compromette la continuità del percorso?
Il CNDDU chiede quindi che la verifica non si limiti agli elementi già segnalati, ma riguardi l’intero percorso e la sua effettiva funzionalità. È necessario quindi è capire se il deterioramento sia circoscritto o se abbia compromesso la continuità del tragitto. Da qui il richiamo del Coordinamento: “Un percorso tattile non può essere considerato un’opera compiuta una volta terminata la posa”.
Interventi possibili, ma servono controlli continui
La realizzazione di percorsi tattili nelle stazioni è già prevista in numerosi interventi di riqualificazione. RFI dichiara di lavorare per eliminare le barriere fisiche e sensoriali e, nell’ottobre 2026, ha indicato in 678 le stazioni prive di barriere architettoniche.
Anche i programmi finanziati con il PNRR comprendono percorsi tattili e mappe per l’orientamento: il Ministero delle Infrastrutture ha citato questi interventi tra quelli previsti per 38 stazioni ferroviarie del Mezzogiorno, con risorse complessive di circa 345 milioni di euro.
La questione, quindi, è concretamente affrontabile. Occorre verificare l’intero tragitto, individuare le parti deteriorate, eliminare eventuali ostacoli e stabilire chi debba intervenire. Un modello di controllo è già praticato anche da associazioni e rappresentanze delle persone con disabilità: in Piemonte, un monitoraggio sulle stazioni di Torino Lingotto, Torino Porta Nuova e Asti ha evidenziato problemi di continuità dei percorsi tattili, illuminazione e leggibilità della segnaletica. La segnalazione di Grosseto riporta così l’attenzione su un fenomeno spesso trascurato e ancora molto diffuso.
Approfondimento del CNDDU:
di La Redazione
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