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Scuola: “Maestre a 59 anni di età media, stipendi da adeguare e precariato da fermare. Sui diritti pronti ad andare anche in Europa” ( Pacifico, Anief)

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Dal burnout del personale scolastico al potere d’acquisto degli stipendi. Al Consiglio generale Cisal il presidente Anief rilancia anche la battaglia per la stabilizzazione dei precari

Precarietà, stipendi, burnout e tutela dei lavoratori anche attraverso il diritto europeo. Sono i temi portati da Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, al Consiglio generale della Confederazione. “Si parla molto dei problemi del mondo del lavoro, ma il sindacato deve avere il coraggio di affrontarli e risolverli”.


Tra le questioni sollevate da Pacifico c’è l’invecchiamento del personale scolastico, collegato dal sindacalista al rischio burnout. “L’età media delle maestre nelle nostre scuole è di 59 anni, mentre quella di tutto il personale scolastico è di 51 anni. Dobbiamo chiederci se davvero i lavoratori debbano arrivare alla fine della propria vita lavorando”.

Per Pacifico servono quindi interventi che rendano sostenibile il lavoro e riconoscano la specificità delle professioni scolastiche.


“I diritti vanno difesi anche in Europa”

Il presidente Anief ha dedicato una parte del suo intervento al ruolo della giustizia europea, ricordando le azioni promosse dal sindacato sulle ferie non godute dei precari e sulla decontribuzione delle lavoratrici madri a tempo determinato.“Quando una norma discrimina i lavoratori, bisogna avere il coraggio di metterla in discussione e cambiarla”.

Da qui il richiamo alla dimensione europea e al ruolo della CESI, la Confederazione europea dei sindacati indipendenti: “dobbiamo far sentire con maggiore forza la nostra voce anche in Europa. [...] Continuerò a lavorare affinché il sindacato possa incidere sui processi europei e costruire nuove tutele per i lavoratori”.

Stipendi e precariato

Altro fronte è quello delle retribuzioni. Pacifico torna a chiedere che gli stipendi tengano conto della perdita di potere d’acquisto: “il salario deve essere adeguato all’inflazione. La dignità del lavoro passa anche dal riconoscimento economico delle professionalità”. Resta infine la questione del precariato, indicata come una delle principali battaglie del sindacato: “non possiamo continuare ad accettare che migliaia di lavoratori, soprattutto nella scuola, vivano per anni nell'incertezza. La stabilità occupazionale è un diritto e garantire continuità ai lavoratori significa garantire anche qualità e continuità dei servizi pubblici”.

Pacifico conclude indicando gli strumenti con cui proseguire l’azione sindacale: “continueremo a utilizzare tutti gli strumenti disponibili, dal confronto politico alla contrattazione, fino alla tutela giudiziaria e al diritto europeo, per recuperare i diritti che ai lavoratori non sono stati ancora riconosciuti”.


di Katia Piemontese


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