Pensione integrativa a scuola: con il Fondo Espero l'assegno sale in media di 6.400
- La Redazione

- 11 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Il Rapporto annuale dell'Inps analizza i dati di 83mila pensionamenti. La scelta si è rivelata vantaggiosa anche per chi ha aderito in fase avanzata di carriera, all'età di...

Chi sceglie la previdenza complementare nel mondo della scuola ottiene, in media, un vantaggio netto di 6.400 euro al momento del pensionamento. Questo dato emerge dall'ultimo Rapporto annuale dell'Inps, che ha calcolato la convenienza del passaggio dal tradizionale Trattamento di fine servizio (TFS) al Fondo Espero.
La cifra è peraltro una stima prudente, perché esclude le quote gestite direttamente dal Fondo (alimentate dai contributi di lavoratore e datore di lavoro). Il beneficio reale per l'insegnante o l'impiegato è quindi ancora maggiore. Questo successo economico si è verificato anche per chi ha aderito al fondo in fase avanzata di carriera, in media intorno ai 53 anni. Nonostante il tempo per accumulare i rendimenti fosse ridotto, il secondo pilastro previdenziale ha garantito comunque un rafforzamento delle risorse finali.
A far emergere queste dinamiche è stata l'analisi di oltre 83.000 lavoratori della scuola andati in pensione tra il 2016 e il 2024.
Di questi, il 7,6% aveva scelto di passare al regime di TFR per poter aderire alla previdenza complementare. Osservando le diverse qualifiche, l'iscrizione è risultata nettamente più alta tra il personale amministrativo (12,6%) e tra i collaboratori scolastici (11%), mentre si è fermata al 5,4% tra i docenti della scuola secondaria. Dal punto di vista demografico, nonostante la forte presenza femminile nel settore dell'istruzione, l'Inps non ha registrato differenze di genere nelle scelte di investimento.
Il XXV Rapporto annuale dell'Inps ha dedicato questo focus alla scuola poiché si tratta del primo settore del pubblico impiego ad aver attivato, vent'anni fa, un fondo di previdenza complementare. Incrociando i dati e confrontando profili simili per stipendio e anzianità, l'Istituto ha certificato matematicamente che la "posizione mista" (somma di TFS maturato, quote di TFR e rivalutazioni) garantisce al lavoratore un reddito finale superiore rispetto a chi è rimasto nel sistema di liquidazione tradizionale.
di Leandro Castagna
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