top of page

Schettini: “A 13 anni si è bambini. Perché allora mettiamo un telefono nelle mani di un bambino?” Il bisogno di dialogo tra adulti e adolescenti è il cuore dell'educazione (Video)

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Dopo il caso della docente ferita con un coltello a Roma da un alunno di 13 anni il professore interroga ragazzi e genitori sul rapporto con gli smartphone e sulla capacità di affrontare rabbia e insuccessi.

“A 13 anni si è bambini. Perché allora mettiamo un telefono con tutte le possibilità che ha oggi nelle mani di un bambino?” È una delle domande poste da Vincenzo Schettini dopo l’aggressione avvenuta nella scuola media Giovanni Verga di Roma, dove uno studente tredicenne ha ferito una docente con un coltello dopo averle spruzzato dello spray urticante.

Schettini non nasconde la difficoltà di affrontare una vicenda tanto delicata: “Questo video è molto difficile da fare. C’ho provato, l’ho buttato via, poi l’ho rifatto da capo”. Non propone una risposta immediata, ma pone domande rivolte agli adolescenti, agli adulti e ai genitori. La prima riguarda ciò che può trasformare un gesto violento in qualcosa da mostrare: “Che rapporto avete con i telefoni voi ragazzi, tale da arrivare a un delirio così brutto, di voler fare un atto così terribile e andare in diretta sui social?” Non è soltanto la presenza di un coltello a inquietare. È anche l’idea che l’aggressione possa diventare un contenuto da trasmettere, affidando allo sguardo degli altri persino la sofferenza inflitta a una persona.

Schettini invita però a non utilizzare l’episodio per condannare un’intera generazione. Continuando a insegnare e incontrando molti studenti, dice di avere davanti ragazzi capaci e sensibili: “Voi ragazzi vi conosco e siete bravi. Ho di fronte a me una generazione di adolescenti in gamba. Ci sono però delle situazioni che stanno andando fuori controllo”.

Il suo ragionamento si concentra quindi sul rapporto tra minori, telefoni e piattaforme digitali. Per rendere immediato il pericolo utilizza un paragone volutamente forte: “Mettereste una bottiglia di vodka al giorno nelle mani di un bambino di dieci anni? Mettereste un pacchetto di sigarette nelle sue mani?”

Schettini chiede che il problema non venga lasciato soltanto alle singole famiglie e propone di discutere regole più efficaci a livello europeo per l’utilizzo degli smartphone da parte dei minorenni. Ma il telefono è soltanto una parte della riflessione. L’altra riguarda il modo in cui i ragazzi imparano ad affrontare un limite, una delusione o un insuccesso.

Il tredicenne avrebbe collegato la propria rabbia anche ai risultati scolastici ottenuti. Schettini si interroga allora su come una difficoltà possa assumere proporzioni tanto grandi da trasformarsi in odio.

“Non è una condanna avere un debito, non è una vergogna avere un debito. Datti da fare”. Un’insufficienza può fare male, può essere considerata ingiusta e può incrinare il rapporto con un insegnante. Ma dovrebbe restare una difficoltà da comprendere e superare, non diventare una ferita intollerabile da vendicare.

Elaborare ciò che accade, spiega Schettini, significa attribuirgli il giusto peso. La rabbia, da sola, non rende colpevoli: il problema nasce quando non si riesce più a riconoscerla, contenerla e trasformarla in una risposta diversa dalla violenza.

Dietro questo episodio rimangono ancora molte domande. È necessario interrogarsi sul dialogo tra adulti e adolescenti, sull’educazione alle sconfitte e sulla capacità di accorgersi di una rabbia che cresce prima che diventi incontrollabile.

“C’è un problema di elaborazione delle difficoltà che in questo momento sta emergendo”, osserva il professore. Bisogna allora insegnare ai ragazzi che una caduta o una delusione non definiscono il loro valore e possono essere superate.

A seguire il video integrale del professore Schettini



di Leandro Castagna

 
 
 

Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

Tutti i contenuti pubblicati su www.ascuolaoggi.com, compresi testi, titoli, elaborazioni editoriali e materiali grafici, sono di esclusiva proprietà di AScuolaOggi. È vietata la riproduzione, anche parziale.

bottom of page