PEI 2026/27, non è compito del solo docente di sostegno: chi lo prepara e chi decide le risorse
Il Piano educativo individualizzato è un lavoro condiviso tra tutti i docenti della classe, famiglia e figure professionali coinvolte. Il GLO formula anche la proposta sulle ore di sostegno e...

Il PEI non è il documento del docente di sostegno. Con l’avvio dell’anno scolastico e la ripresa dei lavori dei GLO, è uno dei punti da tenere fermi: la progettazione dell’alunno con disabilità riguarda l’intero team docente o consiglio di classe.
Il decreto legislativo 66/2017 stabilisce che il Gruppo di lavoro operativo sia composto dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione della famiglia e delle figure professionali specifiche, interne ed esterne alla scuola, che interagiscono con l’alunno e con la classe.
Il PEI, quindi, non può essere affidato al solo docente di sostegno: la progettazione educativa e didattica coinvolge tutti i docenti della classe. Il docente curricolare continua a essere responsabile dell’insegnamento della propria disciplina anche nei confronti dell’alunno con disabilità, mentre il sostegno opera all’interno della classe e del progetto condiviso.
Il PEI parte dall’alunno, non dalla sola diagnosi
La documentazione sanitaria è uno degli elementi da considerare nella stesura del PEI, ma non basta da sola a definire il percorso scolastico dell’alunno. Gli obiettivi e gli interventi devono essere costruiti tenendo conto di come lo studente partecipa alla vita della classe, delle sue esigenze e delle condizioni concrete in cui apprende.
Da qui discendono obiettivi, interventi, strumenti e modalità di verifica costruiti sul percorso concreto dell’alunno.
Anche le Linee guida ministeriali insistono sulla personalizzazione: la richiesta delle risorse deve essere collegata alle esigenze dello studente, alla sua autonomia, al funzionamento e al contesto scolastico.
Chi partecipa al GLO
La famiglia non viene semplicemente informata a lavoro concluso. Fa parte del GLO e partecipa alla costruzione del PEI. La legge prevede inoltre la presenza delle figure professionali specifiche che lavorano con l’alunno. Il gruppo può quindi raccogliere punti di vista diversi, ma la progettazione educativa e didattica resta responsabilità della scuola e dei docenti. Al GLO spetta anche un altro compito: formulare la proposta sul fabbisogno delle ore di sostegno e delle altre misure necessarie all’inclusione. Lo prevede espressamente l’articolo 9 del decreto legislativo 66/2017.
Ore di sostegno, cosa ha stabilito la Cassazione
Su questo aspetto è intervenuta nel maggio 2026 anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite.
La sentenza n. 12704 nasce dal caso di un alunno per il quale il GLO aveva proposto 22 ore settimanali di sostegno, mentre l’amministrazione ne aveva assegnate 14.
La Corte ha riconosciuto rilievo alla proposta formulata dal GLO già prima dell’approvazione del PEI del nuovo anno scolastico e ha ammesso la possibilità di ricorrere immediatamente al giudice ordinario quando la riduzione delle ore determini una possibile discriminazione. Per scuole e famiglie il principio è importante: la riunione del GLO non è un passaggio formale e la quantificazione delle risorse deve essere motivata partendo dalle effettive necessità dello studente.
di Leandro Castagna
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