FLC CGIL incalza il Governo: “Nel Decreto PA servono risposte su precariato e valorizzazione”
Il sindacato chiede stabilizzazioni, risorse per il salario accessorio e interventi sulle carriere di ricercatori e tecnologi. Senza modifiche al decreto 144/2026 annuncia la prosecuzione della mobilitazione

Due sono i fronti su cui la FLC CGIL chiede di intervenire durante la conversione del Decreto PA n. 144/2026: stabilizzare i precari degli enti pubblici di ricerca e trovare nuove risorse per valorizzare chi già vi lavora. Attualmente sonoall’esame parlamentare. Infatti, provvedimento è in corso di esame alla Camera e dovrà essere convertito entro il 6 ottobre. Il sindacato torna così sulle richieste già presentate insieme a FIR CISL e UIL RUA nell'incontro con il MUR del 3 agosto. La prima riguarda il precariato: risorse aggiuntive per le stabilizzazioni e proroga dei termini previsti dalle norme che consentono di assumere il personale precario.
Ma la FLC CGIL richiama anche quanto, secondo il sindacato, il Ministero si era impegnato ad affrontare proprio attraverso il Decreto PA: “su alcune delle nostre proposte nel corso dell’incontro del 3 agosto il MUR aveva promesso di lavorare perché già nel Decreto PA ci fossero risposte”. Tra le questioni indicate ci sono la destinazione del 50% delle risorse aggiuntive agli incrementi delle voci accessorie fisse, lo sblocco dei fondi per il salario accessorio e una modifica delle norme sull’ordinamento professionale di ricercatori e tecnologi. La richiesta riguarda anche le possibilità di crescita professionale. Il sindacato sollecita finanziamenti straordinari per le procedure previste dall’articolo 15 per ricercatori e tecnologi, attraverso nuovi bandi o l'ampliamento delle graduatorie già esistenti, oltre a una soluzione per il cosiddetto sotto-inquadramento.
Ora, però, per la FLC CGIL è arrivato il momento di passare dagli impegni alle norme: “è quindi ora il momento di verificare se il MUR e il Governo mantengono gli impegni, presentando in Parlamento e approvando le modifiche concordate”.
Il sindacato fa sapere di avere presentato ulteriori emendamenti al decreto su precariato, articolo 15, indennità per oneri specifici e certificazione degli accordi, chiedendo alle forze parlamentari di intervenire durante l'iter di conversione. Nella formulazione attuale, sostiene la FLC CGIL, il provvedimento “non fornisce risposte adeguate ai problemi della ricerca e dei suoi lavoratori”
E se quelle risposte non dovessero arrivare, la vertenza non si fermerà al Decreto PA. La FLC CGIL avverte: “sul precariato e la valorizzazione professionale servono risorse, quindi la mobilitazione proseguirà, nel caso non vi fossero risposte, anche sulla legge di bilancio”.
di La Redazione
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