Novara: "Una famiglia funziona anche quando non si è sempre d’accordo"
- La Redazione
- 1 ora fa
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Il pedagogista riflette sul valore del disaccordo nelle relazioni familiari e su come il conflitto, se attraversato, possa diventare una risorsa educativa...

La duplice funzionalità dell’ascolto, se rivolto all'altro, permette di sentirsi davvero capiti, visti e compresi, se rivolto a noi stessi ci permette di riconoscere bisogni, segnali del corpo, desideri profondi e mancanze.
È proprio sull’ascolto che l’esperto di pedagogia Daniele Novara pone la sua attenzione e afferma: “La pratica dell’ascolto è una misura estremamente importante nella gestione dei conflitti. Non può esistere competenza conflittuale senza la competenza all’ascolto. Per questo motivo ho introdotto la tecnica dell’ascolto senza commento”. Un ascolto profondo che elimina ogni possibilità di giudizio, ci permette di costruire una relazione sincera con noi stessi e con gli altri, infatti, “l’ascolto senza commento è una pratica molto applicata nel Colloquio Maieutico, ma che consiglio anche nella vita di tutti i giorni perché la possibilità di essere ascoltati senza interferenze, andando nella logica di spegnere la lamentazione proprio attraverso l’ascolto, ha una dimensione paradossale molto significativa”.
È attraverso l’ascolto che riusciamo a capire da dove derivano i nostri pensieri negativi, una ferita infantile ancora aperta, una delusione che fa ancora male e allo stesso modo è sempre l’ascolto che può mettere a tacere la nostra mente. Non è contraddittorio, è semplicemente umano.
“Aggiungo un tassello e considero l’ascolto come ascolto nel contesto di vita sociale e individuale, di sé stessi nel proprio essere. In fondo, la salute è anche questo: riuscire a cogliere la sostanza della propria configurazione come essere vivente e per farlo bisogna ascoltarsi”. Dunque, secondo Novara, è l’ascolto che fa da ponte tra il nostro mondo interiore e quello altrui, cuore di ogni interazione significativa.
“Per esempio, il bisogno di camminare è atavico: «Se non cammini, ti ammali». Si tratta di un bisogno primario che va ascoltato. I nostri antenati erano dei camminatori. Il bambino, ad esempio, non può essere sedentario, è un assurdo biologico. Questo tipo di ascolto, l’ascolto di sé stessi, le pause (anche scolastiche) di vita sono estremamente importanti”. Il riferimento all’età evolutiva negli interventi dell’esperto è sempre presente, in casa come a scuola vorremmo figli e studenti sempre attenti e disciplinati ma prima di insegnare a scrivere, a leggere, a sapersi comportare, andrebbe insegnato loro ad ascoltarsi e ascoltare, questo è alla base della loro libertà, autonomia e indipendenza.
di NATALIA SESSA






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