Lucangeli: “Le mie rughe sarebbero diverse se avessi avuto una storia diversa. Ma ognuno ha la sua”. ByQuanto conta davvero la nostra storia?
- La Redazione

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"Non si tratta solo di genetica, questa, spesso, viene influenzata dalle circostanze della vita. Luoghi, persone, situazioni..."

Quanto conta davvero la nostra storia nella costruzione di ciò che siamo? Tutti nasciamo con un DNA unico ed irripetibile. Poi accade, però, che qualcosa cambia, muta e quel qualcosa sono momenti di vita che non scegliamo ma che sono lì ad attenderci. È questo l’argomento trattato da Daniela Lucangeli, esperta di Neurosviluppo, in un suo recente intervento.
“La filogenesi è la mia storia come organismo di una specie e la filogenesi comanda sulla conditio necessaria. Il mio DNA, il patrimonio che io ricevo dalla mia filogenesi è chiaro, detta le leggi di un organismo che appartiene a quella specie, secondo il principio che si chiama universalità biologica”. Tutti facciamo parte della stessa specie che poi grazie ai diversi geni che ci compongono diventa irripetibile. Ancora prima della nascita riceviamo un patrimonio genetico dai nostri genitori che, in maniera implicita, contiene anche qualcosa dei nostri nonni. Dunque, dalla nostra famiglia assorbiamo il meglio, ma anche il “peggio”.
Ma questo non basta per definirci in maniera completa. Ognuno di noi è unico, perché: “Se quello che affatica me è la mia storia personale che è diversa da altri, ecco che non basta il DNA e la filogenesi, bisogna capire come questo DNA e questa filogenesi sono stati modulati. Ad esempio dal contesto, dal sistema. Quindi io sono io, per quel processo universale e biologico, ma anche perché: ho avuto quella madre lì, in quel momento lì, con quella maestra lì, con quella sofferenza lì, con quell'errore lì”.
Non si tratta solo di genetica, questa, spesso, viene influenzata dalle circostanze della vita. Luoghi, persone, situazioni che se potessimo scegliere, probabilmente, non sceglieremmo eppure ci formano, ci completano e fanno parte (sempre) di noi. Le esperienze quindi non modulano solo il nostro carattere, ma anche il modo in cui i nostri geni si esprimono. Il viso e lo sguardo, che usiamo per comunicare, portano spesso i segni delle esperienze vissute, tra difficoltà e momenti di felicità. Infatti, conclude l’esperta: “Avrei potuto essere molto differente, anche nelle rughe, se avessi avuto un'altra ontogenesi”. Ovvero, un altro sviluppo che ci avrebbe portato ad essere diversi da come siamo. Ma ognuno ha la sua storia e non si può cambiare. Possiamo però imparare a darle un senso. Un senso che conta davvero nel qui e ora e guida il modo in cui costruiamo il nostro futuro.
E tu, lettore che ci segui, quanto pensi che la tua storia abbia inciso su ciò che sei oggi? Ci sono esperienze che ti hanno cambiato più di altre?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima: il confronto è il primo passo per dare senso a ciò che viviamo.
di NATALIA SESSA



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C'è chi diceva che siamo ciò che mangiamo. Tutto quel che ci circonda influenza la nostra persona, la storia non si può cambiare ma il presente si. Teniamo stretto ciò che porta frutti buoni e allontaniamo sempre ciò che non funziona...
La sofferenza, bornout, ansia attacchi di panico, depressione, dolori vari, sensazione di morire mi hanno costretto ad aprire gli occhi e anche la mente. Diventando più consapevole degli effetti delle nostre azioni. Intollerante alla superficialità, sempre alla ricerca del profondo,del senso