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GLO intermedio e PEI: cosa va davvero compilato e cosa no. Le verifiche, le modifiche possibili e gli errori da evitare

Non si riscrive tutto, si decide il futuro del percorso dell’alunno: cosa si controlla davvero, quando si cambia il PEI e perché il verbale è una tutela per docenti e famiglie...


Il GLO intermedio è uno dei momenti più delicati dell’anno scolastico per i docenti di sostegno, per i consigli di classe e per le famiglie. Eppure, su questo passaggio continua a regnare una grande confusione: c’è chi pensa che vada “rifatto tutto il PEI” e chi, al contrario, lo vive come una semplice formalità burocratica.


In realtà, la normativa è molto più chiara di quanto sembri. Il GLO intermedio non serve a ricompilare l’intero PEI, ma a verificare se il percorso dell’alunno sta funzionando e se sono necessari degli aggiustamenti.

Il vero obiettivo del GLO intermedio

Il PEI non è un documento statico: è uno strumento di lavoro che deve accompagnare l’alunno durante l’anno scolastico. Proprio per questo la legge prevede verifiche periodiche, e il GLO intermedio serve esattamente a questo:

  • monitorare l’andamento del percorso educativo e didattico;

  • valutare se gli obiettivi fissati sono coerenti e realistici;

  • capire se strumenti, strategie e modalità di sostegno stanno funzionando;

  • individuare eventuali ostacoli o barriere che stanno limitando l’apprendimento.

Non è un controllo formale, è un momento di lettura reale del percorso dell’alunno.

Cosa si osserva davvero durante la verifica

Durante il GLO intermedio il gruppo di lavoro riflette in modo concreto su ciò che sta accadendo in classe. In particolare si analizzano:

  • l’andamento del percorso educativo e didattico dell’alunno;

  • l’efficacia delle metodologie utilizzate;

  • l’uso di strumenti, facilitatori, tecnologie e adattamenti ( utilizzo di misure compensative e dispensative );

  • la presenza di barriere nel contesto;

  • la coerenza del percorso curricolare;

  • l’organizzazione delle risorse (docenti, ore di sostegno, supporti).

Il PEI va modificato? Solo se serve

Uno degli errori più diffusi è pensare che il GLO intermedio imponga una revisione del PEI. Non è così.

La revisione non è obbligatoria. Si interviene solo se emergono elementi che lo rendono necessario.

Quando serve, possono essere aggiornate solo alcune sezioni, ad esempio:

  • la composizione del GLO (se ci sono cambiamenti);

  • le osservazioni sull’alunno;

  • gli interventi educativi e didattici;

  • barriere e facilitatori;

  • interventi sul contesto;

  • percorso curricolare;

  • organizzazione delle risorse;

  • criteri di valutazione del comportamento.

Tutto il resto resta valido se continua a essere adeguato.


Anche se non c'è necessità di apportare modifiche il GLO va convocato

Questo è un punto fondamentale che spesso viene sottovalutato. Anche quando non emergono modifiche da fare, il GLO intermedio:

  • deve essere convocato;

  • deve essere svolto;

  • deve essere verbalizzato;

  • deve essere annotato nel PEI.

Perché la scuola deve dimostrare di aver verificato l’andamento del percorso.

Il GLO non è solo burocrazia, è tutela per l’alunno

Il GLO intermedio è una garanzia. Serve a evitare che un PEI venga “abbandonato” dopo settembre e non venga più toccato fino a giugno. È lo strumento che permette di correggere la rotta se qualcosa non funziona. Non è un atto solo un amministrativo, è un momento di responsabilità educativa.

Riferimenti normativi:

  • D.Lgs. 66/2017, art. 7 

  • D.I. 182/2020, art. 4, comma 2


di LA REDAZIONE




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